Dopo decenni di abbandono, la storica Stella Maris di Montesilvano torna a vivere grazie all’intervento di recupero e rifunzionalizzazione promosso dall’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Lo storico edificio razionalista del Novecento diventa oggi il cuore di Ud’A Healthy Campus, un nuovo polo dedicato a ricerca, formazione, sport, cultura, ospitalità e benessere.

Un simbolo dell’architettura del Novecento restituito all’Abruzzo

La Stella Maris, conosciuta anche come Stella Matutina, rappresenta uno degli esempi più riconoscibili dell’architettura razionalista italiana. Progettata nel 1936 dall’architetto Francesco Leoni e costruita tra il 1938 e il 1939, è celebre per la sua inconfondibile pianta a forma di aeroplano. Nata come colonia marina per bambini, nel corso della sua storia ha ospitato funzioni molto diverse: quartier generale tedesco e ospedale militare durante la Seconda guerra mondiale, colonia estiva nel dopoguerra, istituto per minori, scuola elementare e successivamente casa di riposo. Dagli anni Ottanta era progressivamente caduta in stato di abbandono. Per generazioni di abruzzesi, tuttavia, la Stella Maris ha continuato a rappresentare un luogo della memoria collettiva e dell’identità territoriale.

Il progetto di recupero della Stella Maris, la celebre ex colonia marina progettata dall'architetto Francesco Leoni tra il 1938 e il 1939 e caratterizzata dall'iconica pianta a forma di aeroplano, rappresenta un intervento di rigenerazione architettonica, funzionale e paesaggistica di uno dei più significativi esempi di architettura del Novecento della costa adriatica. L'edificio, sottoposto a tutela quale bene di interesse culturale, viene restituito alla collettività attraverso un attento programma di conservazione e adeguamento che ne salvaguarda l'identità storica e formale, aggiornandone al contempo le prestazioni strutturali, impiantistiche e funzionali.
Il progetto di recupero della Stella Maris, la celebre ex colonia marina progettata dall’architetto Francesco Leoni tra il 1938 e il 1939 e caratterizzata dall’iconica pianta a forma di aeroplano, rappresenta un intervento di rigenerazione architettonica, funzionale e paesaggistica di uno dei più significativi esempi di architettura del Novecento della costa adriatica. L’edificio, sottoposto a tutela quale bene di interesse culturale, viene restituito alla collettività attraverso un attento programma di conservazione e adeguamento che ne salvaguarda l’identità storica e formale, aggiornandone al contempo le prestazioni strutturali, impiantistiche e funzionali.
L'intervento ha recuperato 3.000 metri quadrati distribuiti su tre livelli fuori terra e una copertura terrazza, con opere di miglioramento sismico, completamento delle finiture, riqualificazione degli spazi interni e realizzazione di sistemi tecnologici avanzati in grado di garantire sostenibilità, efficienza energetica, accessibilità universale e piena fruibilità degli ambienti. Particolare attenzione è stata dedicata alla conservazione degli elementi architettonici originari e alla valorizzazione del rapporto tra edificio, mare e pineta costiera, elementi che costituiscono parte integrante del valore identitario del complesso.
L’intervento ha recuperato 3.000 metri quadrati distribuiti su tre livelli fuori terra e una copertura terrazza, con opere di miglioramento sismico, completamento delle finiture, riqualificazione degli spazi interni e realizzazione di sistemi tecnologici avanzati in grado di garantire sostenibilità, efficienza energetica, accessibilità universale e piena fruibilità degli ambienti. Particolare attenzione è stata dedicata alla conservazione degli elementi architettonici originari e alla valorizzazione del rapporto tra edificio, mare e pineta costiera, elementi che costituiscono parte integrante del valore identitario del complesso.
La nuova destinazione d'uso trasforma la Stella Maris in un polo universitario e culturale dedicato allo studio degli ecosistemi marini, gestito dall'Università "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara. Gli spazi ospiteranno attività di ricerca scientifica, laboratori didattici, seminari, mostre, percorsi immersivi in realtà virtuale dedicati agli ambienti marini, oltre a servizi di accoglienza e foresteria per studenti, ricercatori e docenti.
La nuova destinazione d’uso trasforma la Stella Maris in un polo universitario e culturale dedicato allo studio degli ecosistemi marini, gestito dall’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Gli spazi ospiteranno attività di ricerca scientifica, laboratori didattici, seminari, mostre, percorsi immersivi in realtà virtuale dedicati agli ambienti marini, oltre a servizi di accoglienza e foresteria per studenti, ricercatori e docenti.
L'intervento rinnova la vocazione pubblica dell'edificio e ne rafforza il ruolo di landmark territoriale, creando un nuovo centro di produzione e divulgazione della conoscenza, aperto sia alla comunità scientifica sia ai cittadini, in un dialogo continuo tra patrimonio storico, innovazione e paesaggio costiero.
L’intervento rinnova la vocazione pubblica dell’edificio e ne rafforza il ruolo di landmark territoriale, creando un nuovo centro di produzione e divulgazione della conoscenza, aperto sia alla comunità scientifica sia ai cittadini, in un dialogo continuo tra patrimonio storico, innovazione e paesaggio costiero.

Un nuovo polo per ricerca, formazione e benessere

L’intervento di recupero ha restituito all’edificio una funzione pubblica contemporanea, preservandone il valore storico e architettonico. L’obiettivo è trasformare la struttura in un luogo aperto alla cittadinanza, capace di favorire l’incontro tra università, territorio e comunità. Il nuovo assetto prevede:

  • spazi dedicati ai contratti di ricerca;
  • uffici e sale riunioni;
  • una biblioteca;
  • foresteria per studenti, docenti e ospiti;
  • aule e sale per seminari;
  • spazi espositivi;
  • una caffetteria;
  • aree comuni per la comunità universitaria;
  • una copertura trasformata in spazio polifunzionale con vista sul mare;
  • attività legate alla delega allo Sport dell’Ateneo.

Nasce Ud’A Healthy Campus

Con la riapertura della Stella Maris prende forma il progetto Ud’A Healthy Campus, il modello attraverso cui l’Università “d’Annunzio” applica concretamente l’approccio One Health, integrando salute umana, ambiente, ricerca, formazione e qualità della vita. La Stella Maris diventa così il punto di riferimento fisico di un sistema che mette al centro il benessere della persona e la partecipazione della comunità. Il nuovo polo coordinerà attività e servizi dedicati a:

  • attività fisica e sportiva;
  • prevenzione sanitaria;
  • benessere psicologico;
  • counseling;
  • corretti stili di vita;
  • alimentazione sana;
  • sostenibilità ambientale;
  • medicina personalizzata.

Un intervento di rigenerazione urbana da 3,3 milioni di euro

Il progetto ha richiesto un investimento complessivo di circa 3,3 milioni di euro, finanziato attraverso risorse proprie dell’Università e fondi della Regione Abruzzo nell’ambito del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. L’intervento è stato realizzato grazie alla collaborazione tra Università “Gabriele d’Annunzio”, Regione Abruzzo, Provincia di Pescara, proprietaria dell’immobile, e Comune di Montesilvano. Particolare attenzione è stata dedicata anche agli spazi aperti. Il progetto ha previsto la realizzazione di un Giardino Dunale, pensato per ricostruire l’ecosistema costiero originario e ristabilire il rapporto storico tra l’edificio e il mare. L’area esterna ospiterà nuovi spazi pubblici accessibili e aree di aggregazione, rafforzando il ruolo della Stella Maris come luogo di incontro e partecipazione.

Il recupero della Stella Maris assume un valore che va oltre la semplice riqualificazione edilizia, configurandosi come un progetto di rigenerazione urbana e culturale capace di restituire alla città un luogo simbolico per lungo tempo in stato di abbandono.
Il recupero della Stella Maris assume un valore che va oltre la semplice riqualificazione edilizia, configurandosi come un progetto di rigenerazione urbana e culturale capace di restituire alla città un luogo simbolico per lungo tempo in stato di abbandono.

Un modello di recupero del patrimonio storico

La rinascita della Stella Maris si inserisce nel percorso con cui l’Università Gabriele d’Annunzio sta riportando funzioni accademiche e culturali all’interno di edifici storici di grande valore identitario. Dopo l’esperienza di Palazzo de’ Mayo a Chieti, anche l’ex colonia marina di Montesilvano diventa un esempio di rigenerazione urbana fondata sul recupero del patrimonio esistente e sulla sua restituzione alla collettività.

Liborio Stuppia | Rettore Università degli Studi Gabriele d’Annunzio Chieti-Pescara

Con la riapertura della Stella Maris restituiamo ai cittadini un luogo che appartiene alla memoria collettiva dell’Abruzzo e che da oggi torna a vivere con una funzione nuova. Vogliamo che diventi l’hub di Ud’A Healthy Campus, un polo del nostro campus dedicato al benessere e aperto al territorio: non una sede riservata all’Università, ma una casa aperta alla città, dove ricerca, formazione, biblioteca, ospitalità, sport e iniziative culturali possano incontrarsi. È questo il modello di università che immaginiamo: un Ateneo che recupera il patrimonio, lo restituisce alla comunità e lo trasforma in un luogo di incontro, benessere e crescita.


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