In occasione del Fuorisalone 2026, OASI – Officina di Architettura Sostenibile e Innovativa – ha promosso a Milano l’incontro Dialoghi di progetto sostenibile, un momento di confronto tra progettisti e aziende finalizzato a esplorare nuovi approcci all’abitare contemporaneo, fondati su sostenibilità ambientale, benessere psicofisico e integrazione tra discipline.
OASI, network qualificato di matching tra professionisti dell’architettura e del design, si propone come catalizzatore di una cultura del progetto responsabile, capace di tradurre ricerca sui materiali, attenzione ai processi e visione sistemica in soluzioni concrete per lo spazio costruito.
Perché nasce OASI: la visione di Corrado Rocchi

Come racconta Corrado Rocchi, professionista della comunicazione e delle relazioni pubbliche, OASI – Officina di Architettura Sostenibile e Innovativa nasce dall’esigenza di creare una rete reale e attiva tra i protagonisti del mondo dell’architettura, della progettazione e dell’edilizia.
«L’idea è mettere in relazione professionisti, aziende e progettisti che condividono una visione responsabile del costruire», spiega Rocchi. OASI si configura così come una piattaforma di incontro e confronto continuo, che prende forma attraverso eventi, momenti di networking e progetti condivisi. Occasioni come il Fuorisalone diventano strumenti concreti per ritrovarsi, conoscere nuove realtà e ampliare progressivamente il network, favorendo contaminazioni tra competenze, esperienze e approcci diversi al progetto sostenibile.
Con “Dialoghi di progetto sostenibile”, OASI conferma il proprio ruolo di piattaforma culturale e operativa per il mondo dell’architettura e del design, promuovendo un approccio sistemico che mette al centro l’uomo, l’ambiente e la responsabilità del progetto.
L’iniziativa segna un primo passo verso una rete di professionisti e aziende impegnate in un cambiamento misurabile e concreto dei modelli dell’abitare, in cui sostenibilità, innovazione e qualità degli spazi diventano elementi strutturali del processo progettuale, non semplici dichiarazioni di principio.
Design urbano e spazi per la relazione
Accanto al tema costruttivo, il progetto sostenibile viene interpretato anche attraverso il design dello spazio pubblico. PliniOltre e Ideàs hanno presentato P-anca 30, una seduta urbana multifunzionale che si trasforma in tavolo e isola di convivialità grazie a un sistema ribaltabile e a sgabelli integrati.
L’oggetto supera l’idea tradizionale di arredo urbano per diventare dispositivo relazionale, capace di stimolare interazione sociale e benessere nello spazio collettivo. Un esempio di come il design possa contribuire attivamente alla qualità dell’abitare urbano e alla costruzione di comunità.


Dialoghi sul progetto sostenibile: materiali, ricerca e visioni condivise
L’evento, ospitato nello showroom di Plinio il Giovane, storico marchio fondato da Mario Prandina e da sempre attento a materiali e processi ecologici, ha visto il coinvolgimento di realtà quali RiceHouse, PliniOltre, Ideàs e Paghera. Un gruppo eterogeneo di progettisti e aziende impegnate nella definizione di un linguaggio comune per un’architettura orientata al benessere e alla durabilità.
Il dialogo si è sviluppato intorno a una visione dell’abitare che supera la sola performance tecnica dell’edificio, per includere dimensioni come comfort ambientale, qualità sensoriale degli spazi e relazione tra architettura e natura.
Paesaggio e progetto integrato: la visione di Paghera
Il gruppo di lavoro si è arricchito del contributo di Paghera, realtà con oltre 160 anni di esperienza nel paesaggio. La visione proposta integra materiali, architettura e natura in un approccio progettuale unitario, in cui il benessere dell’individuo nasce dalla qualità complessiva dello spazio, costruito e naturale.
Una progettazione condivisa, capace di superare la frammentazione disciplinare, diventa così strumento per la creazione di ambienti orientati alla salute, alla percezione sensoriale e alla relazione con il contesto.
Carlo Bonanno | Paghera

Mario Prandina | PliniOltre

Materiali naturali e sistemi costruttivi a basso impatto
Un ruolo centrale nel confronto è stato occupato dalla ricerca sui materiali naturali, in particolare quelli proposti da RiceHouse: argilla, calce, lolla, pula e paglia, impiegati nella realizzazione di isolanti, intonaci, pannelli e arredi. Soluzioni pensate per nuove costruzioni e ristrutturazioni, capaci di garantire elevato isolamento termoacustico, traspirabilità, regolazione dell’umidità e riduzione delle emissioni di CO₂, con un approccio di economia circolare e piena riciclabilità dei componenti.
Questi materiali rappresentano una risposta concreta alle esigenze di sostenibilità del settore delle costruzioni, dimostrando come la scelta delle materie prime incida direttamente sulla qualità dell’ambiente abitato e sul ciclo di vita dell’edificio.
(di Livia Randaccio)


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