Da aeroporto a piattaforma urbana integrata: il Nuovo Distretto Aeroportuale di Rimini segna un cambio di paradigma per lo scalo Federico Fellini, trasformandolo in una vera porta d’accesso internazionale della Riviera. Il concept, firmato da Progetto CMR, è stato presentato al Teatro Galli all’interno del Piano di Sviluppo Aeroportuale 2026–2040 di AIRiminum.

Il progetto supera la logica dell’aeroporto come “non luogo” per affermarsi come centralità urbana multifunzionale, capace di generare valore economico, territoriale e identitario. Un investimento modulare e progressivo che integra architettura, infrastrutture, paesaggio e mobilità, accompagnando la crescita dei flussi senza interrompere l’operatività dello scalo.

Architettura come infrastruttura urbana: nuovi volumi, terminal rinnovato e ponte commerciale ridisegnano l’aeroporto come spazio aperto, accessibile anche a chi non vola.

Una visione per riportare valore sul territorio

L’obiettivo strategico è intercettare una domanda già esistente: il bacino di riferimento dell’aeroporto esprime circa 5,5 milioni di passeggeri l’anno, che per la maggior parte oggi utilizzano altri scali, con una dispersione di traffico e valore economico.

«Oggi non presentiamo solo un progetto, ma una riflessione sul futuro di questo territorio. La domanda esiste già ed è forte, ma oggi non la intercettiamo», afferma Leonardo Corbucci, Amministratore Delegato di AIRiminum. «Il Nuovo Distretto nasce per invertire questa dinamica e riportare traffico, investimenti e crescita dove nascono».

In quest’ottica Rimini non si pone in competizione con l’hub regionale principale, ma come polo complementare di un sistema aeroportuale equilibrato e moderno, coerente con una visione policentrica della mobilità.

Architettura come relazione tra città, territorio e persone

Il masterplan sviluppato da Progetto CMR affianca la riqualificazione del terminal esistente alla realizzazione di nuovi volumi, ridefinendo l’immagine complessiva dello scalo attraverso un linguaggio contemporaneo, riconoscibile e radicato nel territorio.

«L’architettura non è solo costruire edifici, ma creare relazioni tra luoghi, persone e identità», spiega Massimo Roj, CEO e Founding Partner di Progetto CMR. «Vogliamo trasformare l’aeroporto di Rimini in un nuovo luogo di relazione tra città e territorio: un’infrastruttura che diventa spazio urbano, aperto a tutti».

Il concept si fonda su tre temi guida – romanità, natura e aerodinamicità – che si traducono in valori di riconoscibilità, armonia e iconicità. L’arco, evocazione contemporanea del Ponte di Tiberio, dialoga con un sistema di verde continuo e con volumi fluidi ispirati al movimento degli aeromobili.

L’Air Park come connessione città–aeroporto: il parco sopraelevato diventa spazio pubblico e simbolo di un’infrastruttura sostenibile, aperta e identitaria.

Un distretto urbano aperto, intermodale e sostenibile

Il progetto struttura un masterplan integrato che comprende, tra gli elementi chiave, il nuovo terminal, funzioni direzionali e commerciali, una grande area intermodale, un parcheggio multipiano con copertura verde fruibile e un ponte pedonale commerciale con food court affacciata sulle piste.

Cuore simbolico dell’intervento è l’Air Park, il parco urbano sopraelevato che connette fisicamente e percettivamente aeroporto e città, aprendo l’infrastruttura anche a chi non vola.

Dal punto di vista della mobilità, l’integrazione con il prolungamento del Metromare fino al terminal rafforza l’accessibilità e l’intermodalità, inserendo lo scalo nella rete di mobilità della Riviera.

Una leva strategica per il sistema regionale

Il progetto si inserisce in una più ampia strategia regionale di riorganizzazione degli aeroporti dell’Emilia-Romagna.

«Il nuovo distretto aeroportuale di Rimini rappresenta un passaggio molto importante per il futuro del sistema aeroportuale regionale», sottolinea Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna. «Non più solo aeroporto, ma un vero e proprio distretto urbano, aperto e integrato, capace di generare valore economico, turistico e identitario».

Un’impostazione condivisa anche da ENAC, che vede nel progetto riminese un modello di riferimento.

«Il distretto supererà la tradizionale concezione dell’aeroporto come “non luogo”, affermandosi come luogo attrattivo e orientato alla qualità», conclude Pierluigi Di Palma, Presidente ENAC. «Un’infrastruttura capace di generare nuova domanda e di inserirsi pienamente in un sistema aeroportuale regionale integrato».

Il nuovo distretto aeroportuale di Rimini: il masterplan firmato Progetto CMR trasforma lo scalo Fellini in una centralità urbana integrata tra architettura, paesaggio e mobilità.

 


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