Il verde, nuova infrastruttura urbana
Il verde urbano non può più essere considerato soltanto un elemento ornamentale. Le evidenze scientifiche dimostrano il suo ruolo strategico nel migliorare la biodiversità, contrastare le isole di calore, ridurre il consumo di risorse e favorire il benessere fisico e psicologico delle persone.
Per valorizzarne pienamente i benefici è però necessario adottare nuove strategie di progettazione, gestione e manutenzione basate sulla conoscenza scientifica. Sono questi i temi affrontati durante la Milano Green Week 2026, manifestazione dedicata alla diffusione di una nuova cultura della cura del verde urbano.

Praterie urbane: biodiversità e manutenzione sostenibile
Le praterie urbane comprendono prati a sfalcio ridotto e prati fioriti, due tipologie di verde a bassa manutenzione che favoriscono biodiversità e impollinatori. A Milano, dove i prati rappresentano la componente più estesa e costosa del verde pubblico, occupano quasi 15,9 milioni di metri quadrati e assorbono tra il 60% e il 70% delle risorse dedicate alla gestione del verde.
Oltre 1,68 milioni di metri quadrati sono oggi gestiti con pratiche di sfalcio ridotto, mentre i prati fioriti superano i 52 mila metri quadrati, confermando come queste strategie siano ormai entrate stabilmente nelle politiche ambientali cittadine.
Secondo l’assessora all’Ambiente del Comune di Milano, Elena Grandi, i prati fioriti risultano spesso più apprezzati dai cittadini per il valore estetico e la capacità di introdurre colore negli spazi urbani. I prati a sfalcio ridotto incontrano invece talvolta maggiori resistenze perché percepiti come meno ordinati rispetto ai prati tradizionali.
Da qui la necessità di spiegare che non si tratta di aree trascurate, ma di spazi gestiti secondo criteri ecologici, capaci di aumentare la biodiversità, favorire l’assorbimento delle acque meteoriche e contribuire all’adattamento climatico della città.

Sfalcio ridotto: una risposta alle isole di calore
La gestione sostenibile del verde passa anche dalle modalità di manutenzione. A Milano lo sfalcio ridotto, monitorato dal 2023, è considerato uno strumento efficace per:
- aumentare la biodiversità urbana;
- migliorare l’infiltrazione delle acque piovane;
- contrastare il fenomeno delle isole di calore;
- rafforzare la resilienza climatica della città.
Le analisi dei Garanti del Verde del Comune evidenziano tuttavia che queste aree risultano ancora frammentate e insufficientemente presenti nei quartieri più densamente urbanizzati. Una condizione che limita la formazione di veri e propri corridoi ecologici tra parchi urbani, aree agricole periurbane e spazi verdi metropolitani.
Tra le priorità individuate emergono quindi l’ampliamento delle superfici a sfalcio ridotto, il loro collegamento all’infrastruttura verde metropolitana e il rafforzamento delle attività di monitoraggio ambientale.

Il verde che cura
Se le praterie urbane migliorano la salute degli ecosistemi cittadini, gli healing garden sono progettati per sostenere direttamente il benessere delle persone. Il tema assume particolare rilevanza nel caso delle demenze, patologie che coinvolgono oggi oltre 55 milioni di persone nel mondo, interessando non soltanto i pazienti ma anche le loro famiglie, i caregiver e gli operatori sanitari.
In questo contesto il verde non rappresenta una terapia, ma può contribuire in modo significativo a migliorare qualità della vita, orientamento, sicurezza e autonomia delle persone fragili.
Il Giardino Alzheimer del Trivulzio
Tra i progetti presentati alla Milano Green Week 2026 figura il nuovo Giardino Alzheimer del Pio Albergo Trivulzio, inaugurato nel 2026 e sviluppato dal Landscape Lab dell’Università degli Studi di Milano su iniziativa della Fondazione Amici del Trivulzio Martinitt e Stelline.
Secondo il presidente della Fondazione, Marco Zanobio, il progetto è nato non come semplice intervento paesaggistico ma come spazio costruito a partire dalle esigenze concrete di ospiti, operatori sanitari e familiari.
Il coordinatore scientifico Giulio Senes spiega che il giardino è stato progettato secondo i principi dell’Evidence-Based Design, integrando conoscenze provenienti dalla psicologia ambientale, dalle neuroscienze e dalle scienze comportamentali per creare un ambiente capace di favorire orientamento, sicurezza e benessere.


Design biofilico e stimolazione sensoriale
Il Giardino Alzheimer occupa una superficie di circa 1.600 metri quadrati ed è stato concepito per garantire sicurezza, orientamento e libertà di movimento anche a persone con ridotte capacità cognitive e motorie.
L’area è organizzata attraverso tre percorsi ad anello con pavimentazioni drenanti differenziate e si sviluppa attorno a elementi facilmente riconoscibili, come il pergolato in legno e il gazebo centrale, progettati per facilitare l’orientamento spaziale.
La vegetazione svolge un ruolo fondamentale. Colori, profumi e variazioni stagionali diventano strumenti per stimolare memoria, percezione e relazione con l’ambiente. L’obiettivo è trasformare il giardino in uno spazio esperienziale, capace di favorire il contatto con la natura e la partecipazione attiva degli ospiti. Il progetto comprende:
- 3.300 piante selezionate;
- specie aromatiche e stagionali;
- arredi in legno ispirati al design biofilico;
- strumenti musicali interattivi;
- percorsi accessibili e inclusivi.
Il verde che si può toccare
Praterie urbane e giardini terapeutici si rivolgono a pubblici differenti ma condividono una medesima visione del progetto del paesaggio. In entrambi i casi il verde smette di essere un semplice elemento decorativo e diventa uno strumento in grado di generare benefici concreti per la collettività.
Alcune aree a sfalcio ridotto realizzate a Milano sono state dotate di percorsi che consentono ai bambini di entrare direttamente nei prati fioriti, osservando da vicino biodiversità e cicli naturali.
Nel Giardino Alzheimer del Trivulzio, invece, aiuole rialzate, percorsi accessibili e vegetazione selezionata consentono anche agli ospiti in carrozzina di avvicinarsi alle piante, toccarle, percepirne i profumi e seguirne i cambiamenti stagionali.
Il verde può quindi essere progettato per essere vissuto, attraversato e sperimentato in sicurezza, trasformandosi in una vera infrastruttura di benessere per la città contemporanea.
di Lorenza Bisbano
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