Il Salone del Mobile.Milano 2026 rafforza il proprio ruolo di piattaforma internazionale capace di andare oltre la dimensione fieristica, diventando spazio di racconto, riflessione e visione sul progetto contemporaneo. Le iniziative ABITO, La Filiera delle Meraviglie e Made in MiC offrono tre sguardi complementari sul design italiano, intrecciando produzione, cultura, memoria e futuro.
La Filiera delle Meraviglie: ottant’anni di industria e identità
FederlegnoArredo racconta la storia del design italiano
Presentata negli spazi di accoglienza dei padiglioni 2-4, La Filiera delle Meraviglie celebra gli 80 anni di FederlegnoArredo attraverso un percorso visivo e immersivo che ripercorre la storia della filiera legno-arredo italiana.
Curata da Beppe Finessi, con le opere grafiche di Mauro Bubbico e il progetto espositivo di Massimo Curzi, la mostra restituisce il valore di un patrimonio fatto di imprese, competenze e capacità manifatturiera, che ha contribuito in modo determinante all’affermazione del Made in Italy nel mondo.
ABITO: quando moda e design raccontano il tempo
Il progetto curatoriale di Palomba Serafini Associati
ABITO, mostra promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e curata da Palomba Serafini Associati, mette in dialogo moda e design come strumenti di lettura della società e del modo di abitare.
Il percorso attraversa oltre un secolo di storia, mettendo a confronto abiti provenienti dalla Collezione Quinto Tinarelli e oggetti di design Made in Italy ancora in produzione. Al centro, il corpo e lo spazio come superfici di racconto, capaci di rendere visibili le trasformazioni culturali, sociali e dell’abitare contemporaneo.
Made in MiC: il patrimonio culturale come risorsa per il progetto
Il ministero della Cultura al Salone del Mobile
Con Made in MiC, il Ministero della Cultura entra nel sistema del Salone del Mobile.Milano come presenza strutturale, portando il patrimonio culturale al centro del progetto contemporaneo.
Archetipi, musei e design contemporaneo
Il cuore dell’esposizione è la sezione Archetipi, che indaga le radici del design italiano tra arti applicate, artigianato e proto-design tra il 1900 e il 1945. Su questa base storica si innesta una rete di istituzioni museali – tra cui Grande Brera, VIVE, GNAMC e Museo Galileo – che traducono il patrimonio in oggetti contemporanei, merchandising evoluto e nuove forme di produzione culturale.
Un programma di talk accompagna la mostra, favorendo il dialogo tra istituzioni, progettisti, imprese e ricerca.
Un racconto corale del Made in Italy
Le tre iniziative delineano una visione unitaria: il design italiano come espressione culturale complessa, fondata su filiera produttiva, memoria storica e capacità di innovazione. Al Salone del Mobile.Milano 2026, il progetto diventa strumento per comprendere il presente e costruire il futuro del Made in Italy.
Articoli correlati
15 Settembre 2026
Rigenerazione urbana sul mare: come i waterfront stanno trasformando le città costiere italiane
I waterfront diventano il nuovo laboratorio urbano italiano. Grandi progetti architettonici, spazi pubblici…
15 Settembre 2026
Opere pubbliche, Tecnicaer: «Il vero valore si misura lungo tutto il ciclo di vita dell’infrastruttura»
Non basta più progettare e costruire. Le opere pubbliche devono essere valutate in base a costi di gestione,…
14 Settembre 2026
Energia, la Lombardia rilancia il nucleare per la competitività industriale
Dalla promozione del nucleare di nuova generazione allo sviluppo delle biomasse, Regione Lombardia e Lega…




















