La disponibilità di energia a costi sostenibili è tornata al centro delle politiche economiche e industriali europee. Dopo gli shock energetici degli ultimi anni, il tema della sicurezza degli approvvigionamenti si intreccia sempre più con quello della competitività produttiva, della decarbonizzazione e della capacità di attrarre investimenti nei settori manifatturieri, infrastrutturali e tecnologici.
In questo contesto si inserisce il convegno Sovranità energetica e competitività, dalle biomasse al nucleare di nuova generazione, ospitato oggi al Belvedere di Palazzo Lombardia a Milano e organizzato in collaborazione con Regione Lombardia. All’iniziativa hanno preso parte il presidente Attilio Fontana, l’assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica Massimo Sertori, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli e, attraverso un videomessaggio, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Il nodo dei costi energetici per l’industria
La discussione si è concentrata sul legame tra disponibilità energetica e sistema produttivo, una questione particolarmente rilevante per la Lombardia, principale regione manifatturiera italiana. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la competitività delle imprese attraverso un mix energetico in grado di garantire sicurezza degli approvvigionamenti, prezzi sostenibili e progressiva decarbonizzazione.
Per il settore delle costruzioni il dibattito assume una valenza strategica. La crescita di data center, infrastrutture energetiche, reti intelligenti, comunità energetiche e impianti di produzione da fonti rinnovabili richiede infatti nuovi investimenti edilizi e infrastrutturali, accanto a una pianificazione territoriale coerente con gli obiettivi energetici regionali.
Data center, la nuova sfida energetica
Tra i temi destinati ad assumere un peso crescente nel dibattito energetico c’è quello dei data center, infrastrutture sempre più strategiche per l’economia digitale e per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. La Lombardia si conferma uno dei principali hub italiani per questo mercato, grazie alla presenza di reti, imprese e connessioni internazionali, ma l’espansione del comparto richiede una disponibilità energetica stabile, continua e competitiva.
Per il settore delle costruzioni il fenomeno rappresenta una rilevante opportunità di mercato. I nuovi campus digitali necessitano infatti di edifici ad alta specializzazione tecnologica, impianti elettrici avanzati, sistemi di raffreddamento, infrastrutture di rete e opere di connessione energetica. La disponibilità di energia affidabile è diventata uno dei fattori decisivi per attrarre investimenti nazionali e internazionali, tanto quanto la posizione geografica o la qualità delle infrastrutture logistiche.
Da questo punto di vista, il richiamo alla sovranità energetica lanciato dagli esponenti di Regione Lombardia e della Lega si collega direttamente alla capacità dell’Italia di ospitare nuove infrastrutture digitali energivore senza compromettere gli obiettivi di decarbonizzazione. Fonti rinnovabili, biomasse, sistemi di accumulo e, secondo i promotori del convegno, anche il nucleare di nuova generazione vengono così considerati tasselli di una strategia industriale che mira a sostenere la crescita di data center, manifattura avanzata e grandi insediamenti produttivi.
Il ruolo del nucleare di nuova generazione
Uno dei temi centrali dell’iniziativa è stato il nucleare di nuova generazione, indicato da numerosi esponenti istituzionali come possibile componente del futuro mix energetico nazionale. Il confronto si è sviluppato attorno alla necessità di affiancare alle fonti rinnovabili tecnologie capaci di garantire continuità di produzione e sicurezza energetica per i grandi consumatori industriali.
La posizione espressa durante il convegno si inserisce nel percorso strategico delineato dalla Lombardia attraverso il Programma Regionale Energia Ambiente e Clima (PREAC), che individua nella riduzione delle emissioni, nello sviluppo delle fonti rinnovabili e nell’innovazione tecnologica le direttrici fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica e competitività economica.
Biomasse, rinnovabili e autonomia energetica
Accanto al nucleare, il convegno ha posto l’attenzione sulle biomasse e sulle altre fonti rinnovabiliprogrammabili come strumenti per aumentare l’autonomia energetica del Paese e dei territori. Il tema è particolarmente sentito in Lombardia, che negli ultimi anni ha sviluppato diverse misure dedicate alla produzione energetica locale, alle comunità energetiche rinnovabili e alle reti di teleriscaldamento alimentate da fonti sostenibili.La Regione considera infatti la transizione energetica non soltanto una sfida ambientale, ma anche un’opportunità industriale e occupazionale capace di generare investimenti lungo l’intera filiera delle costruzioni, dell’impiantistica e delle tecnologie innovative.
Energia sempre più strategica per costruzioni e infrastrutture
Le indicazioni emerse dal confronto milanese confermano come il tema energetico sia destinato a condizionare una quota crescente delle politiche infrastrutturali italiane. La necessità di realizzare nuovi impianti, potenziare le reti, sostenere l’elettrificazione dei consumi e favorire la localizzazione di attività ad alto fabbisogno energetico impone infatti una stretta integrazione tra programmazione energetica e sviluppo del territorio.
Per il mondo delle costruzioni il dibattito aperto in Lombardia rappresenta quindi un segnale importante: la competitività futura del sistema produttivo passerà anche dalla capacità di progettare e realizzare infrastrutture energetiche moderne, resilienti e coerenti con gli obiettivi della transizione ecologica.
Attilio Fontana | Presidente di Regione Lombardia
«La competitività del sistema produttivo lombardo ed europeo passa dalla disponibilità di energia sicura, sostenibile e accessibile. Per questo è necessario valutare senza pregiudizi tutte le tecnologie disponibili, dalle rinnovabili al nucleare di nuova generazione, con l’obiettivo di garantire crescita economica e autonomia strategica».
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