Nel nuovo plesso scolastico di Busca (Cuneo), progettato da Daniele Rangone (Studio Settanta7), l’elemento ceramico in facciata non è solo rivestimento, ma vero e proprio generatore di forma e identità. Il progetto si distingue proprio per la scelta del gres porcellanato come materiale principale dell’involucro, capace di definire un volume compatto e riconoscibile nel paesaggio urbano. Il rivestimento contribuisce infatti a delineare un blocco monolitico sospeso su uno zoccolo vetrato, accentuandone la percezione di leggerezza.

La facciata in gres porcellanato Diamante Argento e inserti blu definisce l’immagine iconica del nuovo plesso scolastico di Busca, progettato da ©Daniele Rangone | ©Fabio Oggero.

Superfici tridimensionali e luce: il ruolo del gres

La facciata è realizzata con le piastrelle in gres porcellanato Diamante Argento e con inserti in R-Evolution Blue, che creano un effetto dinamico e cangiante. La tridimensionalità del materiale ceramico amplifica il rapporto con la luce naturale: riflessi e variazioni cromatiche animano la superficie, trasformando la percezione dell’edificio durante la giornata. Il risultato è un involucro vibrante, che supera la tradizionale idea di facciata statica.

La tridimensionalità delle superfici ceramiche amplifica il rapporto con la luce naturale, generando effetti cangianti e dinamici sull’involucro | ©Fabio Oggero.

Un volume scolpito tra pieni e vuoti

Il disegno architettonico sfrutta il rivestimento per enfatizzare aperture regolari, tagli arretrati e aggetti sulle testate. La ceramica diventa così strumento compositivo capace di scandire il ritmo della facciata.

Particolarmente significativo è il fatto che il rivestimento prosegua anche nei soffitti delle zone coperte, rafforzando la continuità materica e la percezione di un unico volume avvolgente. Questo approccio consente di integrare struttura, involucro e linguaggio architettonico in un sistema coerente.

Gli spazi interni, flessibili e aperti alla comunità, riflettono il modello didattico innovativo della “scuola senza zaino” | ©Fabio Oggero.

Forma, funzione e comunità

Il complesso scolastico – oltre 7.000 mq con scuola primaria e secondaria – è organizzato attorno a una pianta curvilinea a X su tre livelli, pensata per adattarsi al sito e favorire l’interazione tra scuola e città.

Il piano terra è concepito come spazio aperto alla comunità, mentre la flessibilità degli ambienti interni riflette i principi della didattica “scuola senza zaino”, promuovendo autonomia e collaborazione.

Il rivestimento ceramico avvolge il volume e prosegue nelle zone coperte, rafforzando l’unità materica e compositiva dell’edificio | ©Fabio Oggero.

Materiale e identità urbana

La scelta del gres porcellanato non risponde solo a esigenze prestazionali, ma diventa chiave narrativa del progetto. Il rivestimento definisce un edificio immediatamente riconoscibile, capace di diventare punto di riferimento per la comunità locale. Il contrasto tra argento e blu, tra superfici riflettenti e tagli profondi, restituisce una facciata contemporanea che dialoga con il contesto, mantenendo una forte identità.

Il rivestimento in gres porcellanato contribuisce a trasformare l’edificio in un volume monolitico sospeso, riconoscibile nel contesto urbano e capace di dialogare con luce e paesaggio | | ©Fabio Oggero.

Un progetto premiato per l’innovazione dell’involucro

Il plesso scolastico di Busca ha ricevuto il terzo premio al Grand Prix Casalgrande Padana, nella categoria grandi superfici e rivestimenti di facciata, proprio per la qualità del suo involucro ceramico. Un riconoscimento che conferma come la ricerca sulla materia – e in particolare sulla ceramica – possa oggi incidere profondamente sull’architettura, trasformando la facciata in dispositivo espressivo, tecnologico e urbano.


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