Il nuovo Centro di Produzione Rai sorgerà in via Gattamelata 5, a Milano, all’interno del masterplan di riqualificazione dell’area Mi.Co Nord. Il progetto, firmato da Lombardini22 per Fondazione Fiera Milano, si configura come un tassello strategico nella riconversione dello storico quartiere fieristico, oggi al centro di una profonda trasformazione urbana.

Un’infrastruttura culturale nel cuore della trasformazione di FieramilanoCity
L’intervento si inserisce in un contesto già segnato dalle operazioni di CityLife e Portello, con l’obiettivo di superare definitivamente la logica introversa del recinto fieristico, restituendo permeabilità urbana e relazioni tra spazio pubblico e funzioni produttive.
Il nuovo edificio, con una superficie complessiva di circa 65.000 mq, integra funzioni direzionali e produttive, ridefinendo il ruolo della Rai come infrastruttura culturale contemporanea.

Integrazione tra uffici e produzione
Il progetto si articola in due volumi principali: la stecca direzionale su via Gattamelata e il blocco produttivo retrostante su via Colleoni. Questa configurazione consente una chiara distinzione funzionale, mantenendo al contempo una forte integrazione operativa. La componente direzionale, sviluppata su sette livelli, si caratterizza per una facciata continua vetrata (curtain wall), una struttura a prevalenza lignea e un’elevata permeabilità visiva e urbana. Il blocco produttivo, su quattro livelli più interrato, ospita: 6 studi televisivi (300–1500 mq), altezze interne fino a 12,5 metri, spazi tecnici e logistici per la produzione audiovisiva. Tra i due volumi, un corpo di connessione con patii garantisce illuminazione naturale e continuità distributiva.

Architettura urbana: trasparenza, portico e nuovo spazio pubblico
Uno degli elementi più rilevanti è il rapporto con la città. Il progetto ridefinisce il fronte su via Gattamelata attraverso un sistema urbano aperto e accessibile. Il piano terra arretrato genera un portico continuo a doppia altezza, sostenuto da pilastri a V in acciaio e legno, che amplia la sezione pedonale, trasforma la strada in boulevard alberato e attiva la relazione tra interno ed esterno.

Il linguaggio architettonico varia tra i due fronti: rappresentativo e trasparente verso la città e tecnico e filtrato verso il lato produttivo. Elementi come il grande bow-window vetrato e le schermature metalliche contribuiscono a costruire una “fabbrica della comunicazione” visibile e integrata nel tessuto urbano.

Struttura e materiali: acciaio e legno per flessibilità e sostenibilità
Dal punto di vista strutturale, il progetto adotta soluzioni differenziate:
Blocco produttivo
- struttura in acciaio con solai collaboranti
- grandi luci libere senza pilastri
- elevata capacità portante e controllo delle vibrazioni.
Edificio direzionale
- struttura in legno lamellare e X-lam
- elementi a vista
- elevato comfort ambientale.
L’utilizzo del legno rappresenta una scelta strategica in chiave sostenibile, contribuendo alla riduzione dell’impronta carbonica e al miglioramento del benessere degli utenti.

Involucro ad alte prestazioni e strategie ambientali
L’edificio è progettato come un sistema prestazionale integrato, con soluzioni avanzate per il controllo energetico: facciate a taglio termico e vetri selettivi, sporti lignei per ombreggiamento passivo, facciate ventilate e coperture verdi e superfici fotovoltaiche. Il verde pensile svolge un ruolo chiave nella riduzione del deflusso meteorico, mitigazione dell’isola di calore e miglioramento acustico. Il progetto punta alla certificazione Leed Bd+C Gold, integrando criteri Came strategie ESG.

Impianti e prestazioni: continuità operativa e ridondanza
Il sistema impiantistico è progettato per garantire massima affidabilità, in linea con le esigenze della produzione radiotelevisiva. Le principali caratteristiche includono: integrazione tra teleriscaldamento, pompe di calore e assorbitori, distribuzione energetica ad anello, sistemi elettrici ridondanti e impianti duplicati per garantire continuità operativa. Il sistema fotovoltaico in copertura (circa 650 kWp su 4.500 mq) contribuisce a coprire parte dei consumi energetici.

Layout e flessibilità: progettazione orientata all’uso
La configurazione interna privilegia la flessibilità: open space riconfigurabili, nuclei strutturali, ottimizzati, separazione dei flussi (pubblico, operatori, produzione) e hub distributivi centrali. Nel blocco produttivo, il layout “a pettine” dei corridoi consente una gestione efficiente dei flussi tecnici e logistici.

Un nuovo landmark per Milano
Il Centro di Produzione Rai si configura come un landmark orizzontale, capace di coniugare: rappresentatività istituzionale, efficienza tecnica e apertura urbana. Il progetto ridefinisce il rapporto tra architettura e produzione culturale, trasformando un’infrastruttura tecnica in un dispositivo urbano attivo.
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