La transizione energetica entra in una fase cruciale per il comparto delle costruzioni e dell’impiantistica. Le recenti aperture dell’Unione Europea in materia di sicurezza energetica, unite alle iniziative del Governo italiano a sostegno di famiglie e imprese, delineano infatti uno scenario favorevole agli investimenti in efficienza energetica e riqualificazione del patrimonio edilizio.
Lo sostiene Maurizio Lo Re, presidente di Angaisa, l’associazione che rappresenta la distribuzione idrotermosanitaria italiana.Secondo l’associazione, assume particolare rilevanza la possibilità concessa agli Stati membri di utilizzare maggiori margini di flessibilità di bilancio per finanziare interventi legati alla sicurezza energetica e alla progressiva riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, come previsto dalla Comunicazione della Commissione europea C/2026/4514.
Sul fronte nazionale, uno degli strumenti più significativi è rappresentato dal Piano Sociale per il Clima, attualmente nel percorso di approvazione, che mette a disposizione oltre 9 miliardi di euro per accompagnare famiglie e imprese nella transizione energetica. Una quota importante delle risorse sarà destinata alla riqualificazione degli edifici caratterizzati dalle peggiori prestazioni energetiche, in particolare quelli appartenenti alle classi F e G.
Per il mercato dell’edilizia e dell’impiantistica resta inoltre centrale il tema degli incentivi fiscali. Angaisa segue con attenzione il confronto sulla possibile proroga delle attuali aliquote dei bonus casa anche per il 2027, sottolineando la necessità di garantire continuità normativa e una programmazione di lungo periodo. Secondo l’associazione, l’incertezza sulle agevolazioni rischia infatti di generare una concentrazione artificiale degli interventi in prossimità delle scadenze, penalizzando una pianificazione efficace degli investimenti.
La riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare viene considerata un’opportunità strategica per la competitività del Paese, a patto che sia accompagnata da strumenti accessibili, procedure chiare e politiche stabili nel tempo. In questo contesto cresce il valore della distribuzione specializzata del settore idrotermosanitario, chiamata a svolgere una funzione di raccordo tra produttori, progettisti, installatori e utenti finali.
La crescente complessità delle tecnologie per l’efficienza energetica rende infatti fondamentale il supporto di operatori qualificati in grado di orientare le scelte progettuali e d’acquisto sulla base delle caratteristiche degli edifici, delle condizioni climatiche e della sostenibilità economica delle soluzioni adottate.
Il peso della distribuzione idrotermosanitaria
L’associazione rappresenta oggi 230 aziende distributrici con circa 1.100 punti operativi sul territorio nazionale e oltre 15mila addetti. Nel 2024 il fatturato complessivo dei soci ha raggiunto i 7 miliardi di euro, pari a circa il 40% del mercato della distribuzione idrotermosanitaria italiana. A questi si affiancano 150 aziende industriali associate e 9 gruppi di distribuzione.
Maurizio Lo Re | Presidente Angaisa
«Guardiamo con interesse ai segnali che arrivano dall’Europa e alle misure che il Governo sta introducendo per accompagnare la transizione energetica e sostenere la riqualificazione del patrimonio immobiliare. È fondamentale costruire un quadro stabile e leggibile che permetta a famiglie, imprese e operatori di programmare gli investimenti senza essere condizionati da continue incertezze normative. In questa trasformazione la distribuzione specializzata può svolgere un ruolo decisivo, aiutando installatori e clienti a orientarsi verso soluzioni realmente efficaci, efficienti e sostenibili, privilegiando sempre un approccio multi-tecnologico».