Dal terremoto del 1976 una lezione ancora attuale per il settore delle costruzioni

A cinquant’anni dal terremoto che colpì il Friuli nel 1976, il modello di ricostruzione del territorio continua a rappresentare un riferimento per il mondo dell’edilizia e della formazione professionale. Per questo motivo oltre 130 allievi provenienti dalle scuole edili italiane hanno partecipato a un’iniziativa promossa da Formedil Udine, ente di riferimento per la formazione, la qualificazione e la sicurezza nel settore delle costruzioni. L’evento inaugurale si è svolto al Bluenergy Stadium di Udine e ha dato avvio al percorso itinerante intitolato “Il Friuli ringrazia e non dimentica”, un programma che attraversa alcuni dei luoghi simbolo della ricostruzione regionale. 

Un viaggio nei luoghi della rinascita

Il progetto si sviluppa attraverso cinque tappe tra Udine, Venzone, Gemona e Colloredo di Monte Albano, combinando testimonianze dirette, visite ai luoghi della ricostruzione e momenti di riflessione sulle sfide future del settore delle costruzioni. L’iniziativa è rivolta a studenti tra i 14 e i 18 anni provenienti sia dagli indirizzi edili sia da quelli artistici, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni il valore della cultura del costruire, della prevenzione e della responsabilità progettuale. 

Formazione e memoria per costruire il futuro

Secondo la presidente di Formedil Udine, Angela Martina, l’iniziativa vuole utilizzare la memoria del terremoto del 1976 come strumento educativo per affrontare il futuro del comparto edilizio. Il simbolo scelto per l’evento è l’arcata storica del Bluenergy Stadium, unico elemento rimasto dell’impianto originario inaugurato nel 1976 e oggi integrato nella struttura contemporanea. L’immagine dello stadio diventa così una metafora della continuità tra passato e presente, tra patrimonio costruito e innovazione, tra memoria e sviluppo.

La conoscenza come strumento di prevenzione

Un messaggio condiviso anche dall’assessora regionale alla Formazione Alessia Rosolen, che ha sottolineato come il patrimonio di competenze sviluppato in Friuli dopo il sisma abbia trasformato una tragedia in un’opportunità di crescita, grazie agli investimenti in formazione, ricerca e qualificazione professionale. Per gli studenti coinvolti, il percorso rappresenta quindi un’occasione concreta per comprendere come la qualità della progettazione, la capacità organizzativa e la collaborazione tra istituzioni, professionisti e imprese possano diventare fattori decisivi nella ricostruzione dei territori colpiti da eventi calamitosi. 

Il modello Friuli come patrimonio per le nuove generazioni

Il progetto promosso da Formedil Udine dimostra come la ricostruzione del Friuli non sia soltanto una pagina di storia nazionale, ma anche un patrimonio di conoscenze tecniche e sociali ancora oggi utile per formare i professionisti del futuro. Attraverso il contatto diretto con luoghi, testimonianze e casi concreti, gli studenti possono comprendere il valore dell’edilizia quale strumento di rigenerazione, sicurezza e sviluppo delle comunità. 

Angela Martina | Presidente di Formedil Udine

«I ragazzi sono il cuore di questo evento con cui vogliamo ricordare la tragedia del ’76 per parlare di futuro. La conoscenza è il primo strumento di prevenzione e una delle eredità più importanti che il Friuli ha costruito dopo il terremoto».


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