La Regione Friuli Venezia Giulia accelera sulla riforma del governo del territorio. Il nuovo disegno di legge urbanistica punta a limitare il consumo di suolo, favorire il recupero degli edifici esistenti e introdurre nuovi strumenti di pianificazione e coordinamento tra enti locali.

Il Friuli Venezia Giulia si prepara a riscrivere le regole della pianificazione territoriale con una riforma destinata a sostituire il Piano urbanistico regionale generale (PURG), in vigore dal 1978. Il nuovo disegno di legge regionale n. 90, attualmente in fase di concertazione, rappresenta un passaggio strategico per l’evoluzione delle politiche urbanistiche regionali, con un focus particolare su riduzione del consumo di suolo, rigenerazione urbana e recupero del patrimonio edilizio esistente.

La proposta è stata recentemente illustrata in IV Commissione e prosegue il proprio iter dopo aver ottenuto il parere favorevole del Consiglio delle autonomie locali (Cal) e dopo il confronto con amministrazioni comunali, consorzi, rappresentanti del mondo agricolo, delle imprese e delle professioni tecniche. Nei prossimi mesi è previsto anche il confronto con le associazioni ambientaliste, che hanno già avanzato alcune osservazioni critiche. L’approdo in Consiglio regionale è atteso dopo l’estate.

Più rigenerazione urbana, meno consumo di suolo

Uno degli obiettivi centrali della riforma riguarda il contenimento dell’espansione urbana e la valorizzazione del costruito esistente. La strategia regionale si inserisce nel più ampio dibattito nazionale ed europeo sulla necessità di limitare l’impermeabilizzazione dei terreni e tutelare le risorse territoriali.

Secondo quanto illustrato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, la nuova legge urbanistica vuole creare una cornice normativa capace di sostenere concretamente i Comuni nelle operazioni di recupero e riqualificazione urbana. L’intento è promuovere la trasformazione delle aree già urbanizzate, riducendo il ricorso a nuove edificazioni su terreni liberi. Per il settore delle costruzioni, la riforma potrebbe tradursi in nuove opportunità legate alla riqualificazione edilizia, alla rigenerazione dei quartieri consolidati e alla valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente.

Nuovi strumenti urbanistici per i Comuni

Tra le principali novità del disegno di legge figurano due strumenti già consolidati in altri contesti urbanistici: la perequazione urbanistica e la compensazione urbanistica. La perequazione consente una distribuzione più equilibrata dei diritti edificatori tra i proprietari delle aree interessate dalle trasformazioni urbanistiche, mentre la compensazione offre meccanismi per bilanciare vincoli e limitazioni attraverso il riconoscimento di specifici benefici urbanistici. L’introduzione di questi strumenti punta a rendere più efficace la gestione delle trasformazioni territoriali, favorendo interventi di rigenerazione e semplificando i processi di pianificazione locale.

Arriva il livello intermedio della pianificazione territoriale

Un altro elemento qualificante della riforma riguarda la governance del territorio. Il ddl introduce infatti un livello intermedio tra Regione e Comuni, individuato nei 12 Sistemi territoriali locali. Questi organismi avranno funzioni di coordinamento e concertazione per affrontare tematiche sovracomunali come infrastrutture, mobilità, sviluppo economico e assetto territoriale. Durante il confronto istituzionale è emersa anche la disponibilità a valutare un eventuale coinvolgimento delle nuove Province nel sistema di pianificazione. L’obiettivo è rafforzare la capacità di programmazione territoriale, superando la frammentazione amministrativa e favorendo una visione integrata dello sviluppo regionale.

Cristina Amirante | Assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio del Friuli Venezia Giulia

«Noi stiamo presentando la legge urbanistica, che fa da cornice al piano di governo del territorio. L’obiettivo principale è limitare il consumo di suolo e promuovere il recupero degli edifici già esistenti, nel nome della rigenerazione urbana».


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