Concordia sulla Secchia (Modena) | Piazza Gina Borellini e Palazzo ex Mari: il progetto che trasforma una ferita urbana in un nuovo centro di comunità
di Ilaria Bizzo e Stefano Cornacchini
Un progetto nato dalla ricostruzione
Il terremoto che ha colpito l’Emilia nel maggio 2012 ha profondamente trasformato il territorio compreso tra Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, mettendo in crisi non soltanto edifici e infrastrutture, ma anche il sistema di relazioni che definiva la vita delle comunità locali.
Pianta di dettaglio dell’intervento.Planimetria.
Tra i centri più colpiti della provincia di Modena vi è stato Concordia sulla Secchia, dove uno dei principali spazi pubblici risultò completamente compromesso. Il crollo e il grave danneggiamento di parte della cortina edilizia determinarono per anni lo spostamento di residenti e servizi pubblici verso strutture temporanee collocate all’esterno del centro storico.
Vista d’insieme dei danni del sisma.Dettaglio dei danni del sisma con l’unica parte di palazzo Mari sopravvissuta.
In questo contesto si inserisce il Piano di Rigenerazione e Rivitalizzazione dei centri storici colpiti dal sisma promosso dalla Regione Emilia-Romagna insieme alle amministrazioni locali. L’obiettivo non era semplicemente ricostruire ciò che era andato perduto, ma ripensare il cuore urbano dei paesi colpiti trasformandolo in un nuovo luogo di incontro fra memoria, contemporaneità e futuro.
Una nuova piazza per ricostruire relazioni
Ad aggiudicarsi il concorso è stato il gruppo formato da KM429 Architettura, Simona Avigni e Alessio Bernardelli. Il progetto parte da una scelta tanto semplice quanto radicale: eliminare l’ultimo tratto di via Garibaldi che attraversava l’area, deviando i flussi veicolari e liberando completamente lo spazio dalle automobili. Nasce così piazza Gina Borellini, un nuovo vuoto urbano capace di accogliere eventi, mercati, manifestazioni culturali e occasioni di incontro collettivo.
La piazza non viene concepita come uno spazio isolato, ma come un nodo all’interno di una rete urbana e territoriale che connette i parcheggi pubblici, la corte della Chiesa di San Paolo e l’argine del Secchia, infrastruttura verde che definisce il limite occidentale dell’abitato. Il risultato è uno spazio aperto, flessibile e accessibile che restituisce centralità a una porzione di città rimasta per anni sospesa.
Il sistema della panca e al centro l’albero sacro.Il sistema panca-fontana-archi ripropone il sedime originario di Palazzo Mari.
Materia, memoria e simboli della rinascita
L’intervento combina rigore compositivo e valore simbolico. Al centro della piazza trova posto una farnia (Quercus robur) inserita in una seduta circolare in graniglia di cemento. L’albero diventa il simbolo della resilienza della comunità e della capacità di rinascere dopo il trauma del terremoto. Accanto a questo elemento si sviluppano:
un sistema di giochi d’acqua;
tre sedute a forma di “L” in calcestruzzo;
una sequenza di archi che rievoca il sedime originario di Palazzo Mari.
L’intervento ridefinisce inoltre le quote altimetriche eliminando i dislivelli e garantendo la totale accessibilità dello spazio pubblico. Le pavimentazioni alternano corsie in marmo Botticino e lastre di pietra di Luserna, integrate con un sistema di raccolta delle acque meteoriche costituito da sottili canaline metalliche inserite nel disegno della piazza.
La panca lineare vista da una loggia del nuovo Palazzo Mari.Dettaglio di Palazzo Mari.La continuità di percorsi fra esistente e traccia del portico di Palazzo Mari.
Palazzo Mari ricostruisce il margine urbano
Sul lato est della nuova piazza sorge il nuovo Palazzo ex Mari, anch’esso progettato da KM429 Architettura. L’edificio assume il ruolo di quinta urbana e contribuisce a ridefinire il fronte dello spazio pubblico attraverso una stretta relazione con il contesto storico. Il complesso si sviluppa su due e tre livelli, con attività commerciali al piano terra e funzioni residenziali ai piani superiori.
La composizione volumetrica è caratterizzata dall’alternanza fra pieni e vuoti, logge, portefinestre a tutta altezza e ampie aperture che consentono di ristabilire connessioni con il sistema delle corti interne. Particolarmente significativo è il recupero dell’unico elemento sopravvissuto al terremoto, il frammento del portico originario di Palazzo Mari, che viene integrato nel nuovo progetto mantenendo viva la memoria dell’edificio precedente. Ne deriva una cortina edilizia che non si limita a ricostruire un fronte urbano, ma crea percorsi, visuali e relazioni tra gli spazi pubblici e privati del centro storico.
La piazza e sullo sfondo il nuovo Palazzo Mari.La piazza al crepuscolo.
Un’architettura che non cancella la memoria
L’intervento evita gesti iconici o autoreferenziali e punta invece su un processo di ricucitura urbana lento e rigoroso. La forza del progetto risiede proprio nella capacità di sovrapporre materia e significato, trasformando la ricostruzione in un’occasione per ridefinire l’identità del luogo senza cancellare le tracce degli eventi che lo hanno segnato. Piazza Gina Borellini e Palazzo ex Mari restituiscono così a Concordia sulla Secchia non soltanto uno spazio fisico, ma un nuovo luogo di appartenenza collettiva.
Posa degli impianti della fontanaPosa della pavimentazione in Botticino e Luserna
Il commento di KM429 Architettura
«La riqualificazione di via Garibaldi attraverso la realizzazione della nuova piazza e del prospiciente Palazzo ex Mari nasce dalla volontà di generare un effetto città capace di estendersi all’intero tessuto storico circostante. Dopo il terremoto, Concordia si è trovata di fronte alla necessità di ripensare la propria struttura urbana. Il progetto risponde a questa esigenza puntando sulla riconnessione degli spazi e delle relazioni. La nuova piazza diventa il dispositivo attraverso cui recuperare qualità urbana, vivibilità e relazioni sociali, senza cancellare la memoria del sisma. Elemento simbolico dell’intervento è la farnia collocata al centro dello spazio pubblico: un nuovo “albero sacro” che rappresenta resilienza, sostenibilità ambientale e rinascita della comunità».
Alessio e Simona | KM429
Il commento dell’Impresa Merighi srl
«Questo intervento nel centro storico di Concordia sulla Secchia è stato per noi molto importante ed emotivamente coinvolgente. La nostra impresa ha sede a Cento, in provincia di Ferrara, anch’essa pesantemente colpita dal sisma del 2012. Per questo abbiamo sentito la responsabilità di rispondere alle aspettative dell’amministrazione e della cittadinanza che attendevano la restituzione di uno spazio centrale della vita collettiva».
La scheda
Opera: Piazza Gina Borellini e Palazzo ex Mari Località: Concordia sulla Secchia (Modena) Committente: Comune di Concordia sulla Secchia Progetto architettonico: KM429 Architettura, Francesco Pergetti, Francesco Sabbatini Impresa esecutrice: Impresa Merighi Srl Concorso: 2016 Progetto: 2017 Realizzazione: 2019-2025 Fotografie: Davide Galli Info: www.km429architettura.com