Approvata dal Senato la riforma degli ordinamenti professionali

Il Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega che punta a riformare gli ordinamenti di quindici professioni regolamentate, avviando un percorso di aggiornamento del sistema ordinistico italiano che ora proseguirà alla Camera dei Deputati.

Il provvedimento interessa circa 700mila professionisti e rappresenta uno dei più importanti interventi di riordino normativo degli ultimi anni. Tra le categorie coinvolte figurano architetti, ingegneri, geometri, agronomi, geologi, periti industriali, periti agrari, giornalisti, consulenti del lavoro, assistenti sociali e altre professioni tecniche e intellettuali.

Il ruolo di ProfessionItaliane e l’unità tra gli Ordini

Un aspetto particolarmente significativo del percorso che ha portato al via libera del Senato è stato il lavoro condiviso svolto dai 15 Ordini professionali attraverso ProfessionItaliane, l’associazione che rappresenta le categorie interessate dalla riforma.

Secondo Rosario De Luca, presidente di ProfessionItaliane e del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, il risultato raggiunto testimonia la capacità delle professioni di superare logiche settoriali per convergere su una visione comune orientata all’interesse generale.

L’associazione ha infatti svolto un ruolo di coordinamento e mediazione durante l’iter del provvedimento, favorendo il confronto tra categorie con esigenze differenti ma accomunate dalla necessità di aggiornare regole e modelli professionali alla luce delle profonde trasformazioni della società e del mercato del lavoro.

Cosa cambia con la riforma

La delega al Governo contiene principi destinati a incidere su alcuni nodi strategici per il futuro delle professioni ordinistiche. Tra gli interventi previsti figurano:

  • una più chiara definizione delle attività tipiche e riservate;
  • il riconoscimento e la regolazione delle attività di consulenza;
  • la revisione delle modalità di accesso alle professioni;
  • l’aggiornamento dei percorsi di tirocinio e formazione;
  • il rafforzamento della formazione continua;
  • la valorizzazione delle competenze digitali;
  • l’introduzione di percorsi formativi dedicati all’intelligenza artificiale.

L’obiettivo dichiarato è rendere gli ordinamenti professionali più coerenti con i cambiamenti tecnologici, economici e sociali che stanno trasformando il lavoro professionale.

Un passaggio importante per le professioni tecniche

Per il mondo delle costruzioni e della progettazione, la riforma assume un valore particolare perché coinvolge direttamente architetti, ingegneri, geometri, geologi, agronomi e periti industriali, figure sempre più chiamate a operare in contesti caratterizzati da digitalizzazione, sostenibilità, gestione dei dati e utilizzo dell’intelligenza artificiale.

L’aggiornamento delle regole professionali punta quindi a rafforzare il ruolo delle competenze tecniche, garantendo al tempo stesso maggiore chiarezza nelle attribuzioni professionali e una migliore risposta alle esigenze di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.

I prossimi passaggi

Dopo il voto favorevole del Senato, il disegno di legge dovrà essere esaminato dalla Camera dei Deputati. Solo dopo l’approvazione definitiva il Governo potrà adottare i decreti legislativi necessari a tradurre i principi della delega in norme operative.

Per gli Ordini coinvolti si apre quindi una nuova fase, nella quale il confronto istituzionale sarà determinante per definire gli strumenti attuativi della riforma e accompagnare la transizione verso un sistema professionale più moderno, digitale e allineato alle sfide del futuro.

Rosario De Luca | Presidente ProfessionItaliane

«Questa riforma ridisegna il ruolo delle professioni regolamentate e le adegua ai profondi cambiamenti della società, dell’economia e della tecnologia. Il risultato raggiunto è frutto dello spirito di collaborazione dimostrato dai quindici Ordini coinvolti, che hanno saputo superare le logiche di categoria per costruire una visione comune. Ora si apre una fase decisiva, quella dei decreti attuativi, nella quale unità e senso di responsabilità dovranno continuare a guidare il percorso di modernizzazione delle professioni ordinistiche».

Angelo Domenico Perrini | Presidente Consiglio Nazionale degli Ingegneri

«L’evoluzione tecnologica impone un aggiornamento profondo delle competenze professionali e del quadro normativo che le disciplina. Oggi la tutela della pubblica incolumità non può limitarsi agli aspetti strutturali e fisici delle opere, ma deve comprendere anche i rischi tecnologici, informatici e legati all’Intelligenza artificiale. Per questo è necessario riconoscere e valorizzare le competenze specialistiche dell’ingegneria industriale e dell’informazione, garantendo adeguati livelli di qualificazione, responsabilità e formazione continua».

Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati

«La riforma rappresenta un passaggio strategico per l’evoluzione delle professioni tecniche e per il rafforzamento del loro contributo alla crescita del Paese. Formazione, responsabilità professionale, equo compenso e valorizzazione delle competenze sono elementi essenziali per consentire ai geometri di rispondere alle nuove esigenze del mercato, della rigenerazione urbana e della trasformazione digitale del patrimonio costruito».

Felice De Luca | Presidente Fondazione Inarcassa

«Il disegno di legge rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare la competitività dei liberi professionisti e rendere più attrattive le professioni tecniche per le nuove generazioni. Il lavoro svolto dagli Ordini e da Fondazione Inarcassa ha contribuito a riportare al centro del dibattito temi fondamentali come equità dei compensi, aggregazione professionale, chiarezza delle responsabilità e strumenti di welfare. La riforma non è soltanto un aggiornamento normativo, ma uno strumento per preparare architetti e ingegneri alle grandi trasformazioni tecnologiche, economiche e sociali che attendono il settore delle costruzioni».


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