Riciclo all’82,4% e record di recupero

L’edilizia continua a essere il principale produttore di rifiuti speciali in Italia, ma si conferma anche uno dei comparti più virtuosi sul fronte dell’economia circolare. Nel 2024 il settore delle costruzioni e demolizioni ha generato oltre 90 milioni di tonnellate di rifiuti, pari al 52,5% della produzione nazionale, raggiungendo un tasso di riciclo dell’82,4%, ben al di sopra dell’obiettivo europeo del 70%.

I dati emergono dal Rapporto Rifiuti Speciali 2026 pubblicato da ISPRA, che fotografa un sistema produttivo in crescita ma anche una filiera del recupero sempre più strategica per il settore delle costruzioni.

Cresce la produzione di rifiuti speciali

Nel 2024 la produzione complessiva di rifiuti speciali in Italia ha superato i 172 milioni di tonnellate, con un incremento del 4,6% rispetto all’anno precedente, pari a circa 7,6 milioni di tonnellate aggiuntive. La quasi totalità dei rifiuti prodotti è classificata come non pericolosa (93,7%), mentre quelli pericolosi rappresentano il 6,3% del totale.

Tra tutti i comparti economici, il contributo maggiore arriva dal settore delle costruzioni. Secondo ISPRA, i cantieri di nuova realizzazione, gli interventi di riqualificazione energetica, le opere infrastrutturali e gli investimenti collegati al Pnrr hanno continuato a sostenere l’attività edilizia, generando un aumento dei materiali derivanti da demolizioni, ristrutturazioni e movimentazione di terre.

Costruzioni e demolizioni: quasi 90 milioni di tonnellate

Il rapporto evidenzia che i rifiuti provenienti da costruzione e demolizione rappresentano il flusso più rilevante dell’intero sistema nazionale. Solo i rifiuti classificati nel capitolo EER 17 ammontano a oltre 88 milioni di tonnellate, mentre il totale dei rifiuti generati dalle attività edilizie raggiunge circa 90,4 milioni di tonnellate. Si tratta di numeri che confermano il ruolo centrale del comparto non solo in termini economici ma anche nella gestione delle risorse e nella transizione verso modelli di economia circolare.

Ripartizione percentuale della produzione totale dei rifiuti speciali, per attività economica, anno 2024
Ripartizione percentuale della produzione totale dei rifiuti speciali, per attività economica, anno 2024

Riciclo sopra gli obiettivi europei

Il dato più significativo per la filiera delle costruzioni riguarda il recupero di materia. Al netto di terre e rocce da scavo e materiali di dragaggio, il tasso di riciclaggio e recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione ha raggiunto l’82,4%, superando ampiamente il target europeo fissato al 70%. Secondo ISPRA, circa 53 milioni di tonnellate sono state avviate a operazioni di recupero di materia, principalmente attraverso la trasformazione degli aggregati minerali in materiali destinati a:

  • sottofondi stradali;
  • rilevati;
  • opere infrastrutturali;
  • produzione di conglomerati;
  • realizzazione di nuovi materiali da costruzione.

Il risultato conferma la crescente capacità della filiera italiana di valorizzare i materiali derivanti dai cantieri riducendo il ricorso alle materie prime vergini.

Recupero di materia al 74,3%

Guardando all’intero sistema dei rifiuti speciali, nel 2024 sono state gestite circa 187 milioni di tonnellate di materiali. Di questi, il 74,3% è stato avviato a recupero di materia, mentre il conferimento in discarica continua a diminuire. La quota destinata a discarica si attesta infatti al 4,1%, in calo sia rispetto al 2023 sia rispetto ai livelli registrati negli anni precedenti. Per il settore delle costruzioni questo dato assume particolare rilevanza perché i rifiuti minerali continuano a rappresentare il principale contributo alle attività di recupero. ISPRA evidenzia infatti che oltre 75 milioni di tonnellate di materiali da costruzione e demolizione vengono utilizzate in operazioni di riciclo o recupero di sostanze inorganiche.

Impianti: la rete supera quota 10 mila strutture

Sul territorio nazionale operano 10.563 impianti dedicati alla gestione dei rifiuti speciali. Di questi, 4.620 sono impianti di recupero di materia, pari al 43,7% della dotazione complessiva. La maggiore concentrazione si trova nel Nord Italia, che dispone di oltre 5.800 impianti, confermando il legame tra tessuto produttivo, disponibilità infrastrutturale e capacità di recupero delle risorse.

Economia circolare e nuove opportunità per il settore

Secondo ISPRA, i risultati ottenuti nel comparto delle costruzioni dimostrano che il recupero dei materiali da demolizione rappresenta uno dei pilastri dell’economia circolare italiana. La sfida per i prossimi anni sarà aumentare ulteriormente la qualità del riciclo, favorire l’impiego degli aggregati riciclati nei nuovi cantieri e rafforzare le filiere industriali in grado di trasformare i rifiuti in nuove risorse. Per il mondo delle costruzioni, il messaggio che emerge dal Rapporto ISPRA è chiaro: il cantiere del futuro dovrà essere sempre più efficiente non soltanto dal punto di vista energetico, ma anche nella gestione e valorizzazione dei materiali che produce.


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