Giuseppe Taramelli: «Senza ricambio generazionale perdiamo il mestiere»

Il fondatore di Taramelli srl e promotore dell’associazione Aedificante analizza la trasformazione del distretto bergamasco delle costruzioni, la crisi delle professioni tecniche, l’esperienza internazionale in Cina e il futuro dell’impresa integrata tra progettazione e costruzione.

di Livia Randaccio

Per decenni Bergamo e Brescia hanno rappresentato uno dei cuori pulsanti dell’edilizia italiana. Oggi, secondo Giuseppe Taramelli, geometra, imprenditore e fondatore della Taramelli srl, quel modello è profondamente cambiato. A pesare sono soprattutto la denatalità, la crescente difficoltà nel reperire manodopera qualificata e il progressivo disinteresse delle nuove generazioni verso i mestieri tradizionali del cantiere.

«Ogni operaio che va in pensione è come una biblioteca che chiude», afferma Taramelli. Una frase che sintetizza la sua preoccupazione per la perdita di competenze e conoscenze che per decenni hanno costituito il patrimonio del settore delle costruzioni.

Giuseppe Taramelli, founder Taramelli srl.
Giuseppe Taramelli, founder Taramelli srl.

Bergamo, da distretto dell’edilizia a territorio in cerca di competenze

Secondo Taramelli, il tessuto produttivo bergamasco conserva una forte tradizione costruttiva, ma ha perso una delle sue caratteristiche storiche: la continuità generazionale.

«Quarantacinque anni fa quasi ogni famiglia aveva almeno una persona impiegata nel settore delle costruzioni», racconta. Oggi la situazione è diversa. I giovani guardano principalmente alle professioni digitali e ai nuovi lavori legati alla tecnologia, mentre figure come muratori, carpentieri, idraulici ed elettricisti sono sempre più difficili da trovare.

La criticità non riguarda soltanto le maestranze operative. Mancano anche project manager, responsabili di commessa e tecnici in grado di gestire processi sempre più complessi.

Aedificante, raccontare il cantiere attraverso la cultura

Per reagire a questa situazione, nel 2022 Taramelli ha dato vita ad Aedificante, associazione che punta a cambiare la percezione dell’edilizia attraverso un linguaggio culturale e creativo. La prima iniziativa è stata una mostra fotografica ospitata al Palazzo delle Stelline di Milano, con immagini dei cantieri interpretate dal fotografo Giacomo Albo in chiave artistica e non documentaria.

Da allora il progetto ha promosso eventi, incontri e collaborazioni con figure di riferimento della fotografia e della cultura italiana, tra cui Gianni Berengo Gardin e Filippo Romano. L’obiettivo è parlare ai giovani, mostrando che il cantiere non è soltanto fatica fisica, ma anche competenza tecnica, innovazione, creatività e responsabilità sociale.

L’esperienza imprenditoriale: dalla progettazione alla costruzione

Fondata nel 1991, Taramelli srl nasce dall’esperienza artigianale del padre e si sviluppa inizialmente come studio interdisciplinare di progettazione. Per molti anni progettazione e direzione tecnica hanno rappresentato il core business dell’azienda. La svolta arriva dopo la crisi del 2008, quando l’impresa decide di rafforzare il proprio ruolo esecutivo e di puntare con maggiore decisione sulla realizzazione delle opere. Una scelta che ha portato alla definizione di un modello integrato, ancora oggi al centro della strategia aziendale.

La Cina e il modello Bergamo-Shenzhen

Uno dei capitoli più significativi della storia imprenditoriale di Taramelli è l’esperienza cinese. Tutto nasce da alcuni interventi realizzati a Milano per clienti cinesi. La qualità dell’esecuzione apre le porte a nuove opportunità internazionali e porta alla creazione della branch Bergamo Shenzhen.

Tra il 2008 e il 2019 l’azienda realizza numerosi progetti per il settore industriale e moda, trasferendo in Cina oltre venti professionisti italiani e mettendo a disposizione delle committenze asiatiche il know-how costruttivo maturato in Italia. Tra gli interventi più rilevanti figura il primo edificio asiatico di Tenaris Automotive realizzato a Qingdao.

Un’impresa da 10 milioni di euro che cerca persone

Oggi Taramelli srl conta circa trenta collaboratori tra dipendenti, professionisti e artigiani specializzati e sviluppa un fatturato compreso tra 9 e 12 milioni di euro. L’organizzazione integra attività di costruzione, project management, amministrazione, acquisti e comunicazione. Accanto all’impresa opera Terra Atelier, studio di architettura che condivide la sede milanese e sviluppa i progetti in stretta sinergia con i team di cantiere. «Quando il progetto nasce insieme a chi dovrà realizzarlo, tempi e problemi si riducono drasticamente», osserva Taramelli.

Il futuro delle costruzioni tra industrializzazione e digitale

Guardando ai prossimi anni, l’imprenditore immagina un comparto sempre più industrializzato. La produzione dei componenti si sposterà progressivamente in fabbrica, mentre il cantiere diventerà un luogo di assemblaggio ad alta specializzazione. Parallelamente crescerà il ruolo della digitalizzazione. L’azienda utilizza già piattaforme gestionali evolute e collabora con realtà accademiche internazionali per sperimentare applicazioni di realtà aumentata, visori digitali e nuove tecniche costruttive. Tra le sperimentazioni più avanzate figura il progetto Kirigami Strata, che applica principi di piegatura e taglio delle lamiere metalliche con possibili sviluppi strutturali innovativi.

«Potremmo triplicare il fatturato, ma non troviamo persone»

Per Taramelli il problema resta uno solo: il capitale umano.

«Abbiamo lavoro, mercato e clienti. Potremmo tranquillamente triplicare il nostro fatturato, ma siamo costretti a rinunciare a molte opportunità perché non troviamo personale qualificato».

Una criticità che, secondo l’imprenditore bergamasco, non riguarda solamente le singole aziende ma l’intera filiera delle costruzioni e il sistema economico dei territori.

«Quando un’impresa rinuncia a una commessa, si riduce il lavoro per tutti. Per questo continuo a parlare di formazione, cultura del costruire e attrattività delle professioni tecniche. È una questione che riguarda il futuro dell’intero settore».

Focus sui progetti di Taramelli srl

Via Plinio, Milano: sei ville urbane nate dalla riqualificazione di un immobile produttivo

Tra gli interventi più rappresentativi realizzati da Taramelli srl figura il recupero di un edificio produttivo in via Plinio a Milano, trasformato in un complesso di sei unità residenziali indipendenti. Il progetto sviluppa un nuovo modello di abitare urbano ispirato alle esperienze del Nord Europa. Le residenze, distribuite su quattro livelli e caratterizzate da superfici comprese tra 160 e 190 mq, integrano giardini privati, patii interni e ampi lucernari. Le doppie altezze e le partizioni vetrate verticali contribuiscono a massimizzare l’apporto di luce naturale, mentre la continuità visiva tra interno ed esterno ridefinisce la qualità degli spazi abitativi.

Scheda progetto

  • Tipologia: riqualificazione edilizia
  • Luogo: Via Plinio, Milano
  • Superficie: 1.000 mq
  • Cliente: Privato
  • Head Designer: Marco Vigo, Studio DC10
  • Prestazioni: concept, progettazione architettonica, direzione artistica e direzione lavori.
Via Plinio, Milano: sei ville urbane nate dalla riqualificazione di un immobile produttivo
Via Plinio, Milano: sei ville urbane nate dalla riqualificazione di un immobile produttivo
Via Plinio, Milano: sei ville urbane nate dalla riqualificazione di un immobile produttivo
Via Plinio, Milano: sei ville urbane nate dalla riqualificazione di un immobile produttivo
Via Plinio, Milano: sei ville urbane nate dalla riqualificazione di un immobile produttivo
Via Plinio, Milano: sei ville urbane nate dalla riqualificazione di un immobile produttivo

Bending Spoons Podium: artigianalità e innovazione per i nuovi spazi di lavoro

Per la seconda sede milanese di Bending Spoons, Taramelli srl ha realizzato il fit out del complesso denominato Podium, un edificio di circa 2.500 mq in via Bonnet. L’intervento si distingue per la presenza di isole funzionali caratterizzate da geometrie curve e superfici a doppia curvatura, modellate manualmente dalle maestranze specializzate dell’impresa. L’obiettivo progettuale era creare ambienti di lavoro flessibili in cui ogni persona potesse scegliere quotidianamente come utilizzare gli spazi, alternando aree operative, luoghi di concentrazione e zone dedicate alla socializzazione.

Scheda progetto

  • Luogo: Milano
  • Progetto: Studio di Architettura Nomade
  • General Contractor: Taramelli srl
  • Fotografie: Giacomo Albo, Andrea Cherchi
Intervento di fit out della seconda sede milanese di Bending Spoons.
Intervento di fit out della seconda sede milanese di Bending Spoons.
Intervento di fit out della seconda sede milanese di Bending Spoons.
Intervento di fit out della seconda sede milanese di Bending Spoons.
Intervento di fit out della seconda sede milanese di Bending Spoons.
Intervento di fit out della seconda sede milanese di Bending Spoons.
Intervento di fit out della seconda sede milanese di Bending Spoons.
Intervento di fit out della seconda sede milanese di Bending Spoons.

Dameisha, Shenzhen: il lusso italiano affacciato sul mare della Cina

Tra i lavori internazionali più significativi della società bergamasca spicca la trasformazione di una residenza a Dameisha, località costiera nei pressi di Shenzhen. Il progetto, firmato da Garibaldi Architects, ha rivoluzionato completamente un edificio esistente mantenendone le volumetrie originarie ma ridefinendo spazi, percorsi e relazioni visive con il paesaggio. L’intervento utilizza materiali di alto profilo, tra cui oltre 3.300 mq di marmo travertino romano importato dall’Italia, affiancato da superfici in teak lavorate artigianalmente e da arredi di marchi come Giorgetti e Flos. Il risultato è una residenza integrata nel contesto naturale della scogliera, concepita come rifugio esclusivo lontano dalla frenesia urbana della metropoli cinese.

Scheda progetto

  • Luogo: Dameisha, Shenzhen (Cina)
  • Progetto: Alessia Garibaldi, Garibaldi Architects
  • Fotografie: Guo Weixing

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