La protezione passiva al fuoco è uno degli elementi chiave della sicurezza edilizia. Dalle classificazioni REI alle vernici intumescenti, la scelta del sistema corretto dipende dal materiale da proteggere e dagli obiettivi prestazionali richiesti dal progetto.

di Matteo Cazzaniga

La protezione dal fuoco rappresenta uno dei requisiti più delicati per qualsiasi sistema costruttivo. Materiali e componenti devono infatti conservare le proprie caratteristiche essenziali anche in condizioni estreme, come elevate temperature, presenza di fumi e azione diretta delle fiamme. Il riferimento normativo è oggi il Codice di Prevenzione Incendi (Dm 3 agosto 2015), che definisce i criteri di progettazione e verifica della sicurezza antincendio attraverso il concetto di resistenza al fuoco.

Che cosa significa classificazione REI

La valutazione della resistenza al fuoco di un elemento costruttivo si basa sui tre parametri che compongono l’acronimo REI:

  • R (Resistenza): capacità della struttura di mantenere la propria stabilità e capacità portante durante l’incendio;
  • E (Tenuta): capacità di impedire il passaggio di fiamme, gas e vapori caldi verso gli ambienti non coinvolti dall’incendio;
  • I (Isolamento): capacità di limitare la trasmissione del calore.

Le classi REI, espresse in minuti (REI 30, REI 60, REI 120 e così via), indicano il tempo durante il quale l’elemento è in grado di mantenere queste prestazioni.

Resistenza al fuoco e reazione al fuoco: differenze

Quando si affronta il tema della protezione antincendio è fondamentale distinguere tra resistenza al fuoco e reazione al fuoco. La resistenza al fuoco riguarda il comportamento dell’intero elemento costruttivo sottoposto alle fiamme, mentre la reazione al fuoco misura quanto un materiale contribuisce allo sviluppo e alla propagazione dell’incendio.

La classificazione europea prevede le Euroclassi, da:

  • A1: materiali incombustibili;
  • fino a F: materiali facilmente infiammabili.

La classificazione è completata da ulteriori indicatori:

  • s1-s3 per la produzione di fumi;
  • d0-d2 per il gocciolamento di particelle incandescenti.

La scelta della protezione dipende dal materiale

Non esiste una soluzione universale per garantire la resistenza al fuoco. Acciaio, calcestruzzo, legno, membrane impermeabili, isolanti sintetici o materiali fibrosi reagiscono infatti in modo diverso all’incendio e richiedono strategie specifiche di protezione. Per questo motivo ogni intervento deve essere valutato singolarmente, individuando il sistema più efficace dal punto di vista tecnico, prestazionale ed economico.

Le placcature a secco

Le placcature a secco rappresentano una delle tecniche più diffuse per la protezione passiva delle strutture. Il sistema consiste nel rivestimento degli elementi strutturali mediante lastre applicate direttamente o tramite sottostrutture metalliche. Tra le soluzioni più utilizzate:

Cartongesso antincendio

Le lastre in cartongesso certificate per la resistenza al fuoco sono caratterizzate da densità e composizioni specifiche. Le prestazioni finali dipendono dal numero di lastre installate e dalle certificazioni del sistema adottato.

Lastre in calcio silicato

Il calcio silicato offre elevate prestazioni antincendio e viene impiegato soprattutto quando sono richiesti livelli di resistenza particolarmente elevati. Pur essendo più fragile rispetto al cartongesso, garantisce eccellenti risultati in caso di incendio.

Intonaci intumescenti: come funzionano

L’intonaco intumescente o ignifugo è un materiale che, sottoposto all’azione del fuoco, aumenta il proprio volume formando uno strato altamente isolante. Questa barriera protegge gli elementi strutturali dal rapido innalzamento della temperatura e contribuisce a preservarne la capacità portante. Gli intonaci vengono generalmente applicati:

  • a spruzzo con macchina intonacatrice;
  • manualmente;
  • in più passaggi per raggiungere lo spessore progettuale richiesto.

La composizione è normalmente basata su gesso, leganti speciali, perlite e vermiculite.

Vernici intumescenti: protezione e qualità estetica

Quando la componente estetica assume particolare importanza, la scelta può ricadere sulle vernici intumescenti. Anche in questo caso il principio è lo stesso: sotto l’azione delle fiamme il rivestimento si espande creando uno strato protettivo isolante. Rispetto agli intonaci, le vernici consentono di conservare maggiormente l’aspetto originario delle superfici e vengono spesso applicate su:

  • strutture metalliche a vista;
  • elementi architettonici di pregio;
  • interventi di riqualificazione.

In molti casi è prevista l’applicazione di finiture protettive o decorative per incrementare la durabilità del sistema.

Manutenzione e controlli periodici

A differenza delle placcature, intonaci e vernici intumescenti richiedono verifiche periodiche per accertare che le prestazioni antincendio rimangano inalterate nel tempo. I controlli servono a individuare eventuali:

  • rigonfiamenti;
  • distacchi;
  • deterioramenti;
  • danneggiamenti superficiali.

La manutenzione rappresenta quindi una componente essenziale della strategia di protezione passiva.

Un mercato in crescita con il Codice di Prevenzione Incendi

La protezione passiva al fuoco occupa oggi un ruolo sempre più rilevante nelle nuove costruzioni e negli interventi di riqualificazione. L’introduzione del Codice di Prevenzione Incendi ha infatti portato a una revisione dei parametri progettuali e all’adeguamento di numerosi edifici esistenti, aumentando la domanda di sistemi certificati per la protezione di strutture, compartimenti e involucri edilizi.

Le principali soluzioni di protezione passiva al fuoco

  • Placcature a secco in cartongesso antincendio
    Lastre in calcio silicato
    Intonaci intumescenti
    Vernici intumescenti
    Contropareti e cassonetti REI
    Sistemi certificati per acciaio, legno e calcestruzzo.

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