Il mercato immobiliare residenziale italiano prosegue il percorso di crescita moderata iniziato nella seconda metà del 2024. È quanto emerge dal 2° Rapporto sul Mercato Immobiliare 2026 di Nomisma, che evidenzia una domanda abitativa ancora solida, prezzi in aumento e un ruolo crescente della qualità energetica nelle scelte di acquisto. Sullo sfondo emergono però i primi segnali di rallentamento, soprattutto a Milano, che potrebbe anticipare dinamiche destinate a interessare altri grandi centri urbani. 

Compravendite in crescita nel primo trimestre 2026

Nonostante un contesto caratterizzato da incertezza geopolitica, inflazione e volatilità economica, il comparto residenziale continua a mostrare una buona capacità di tenuta. Nel primo trimestre del 2026 le compravendite di abitazioni sono cresciute del 4,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando una domanda ancora vivace su gran parte del territorio nazionale. A sostenere il mercato è soprattutto l’acquisto della prima casa, che rappresenta ormai circa il 75% delle transazioni residenziali. Particolarmente dinamico si conferma inoltre il comparto delle nuove costruzioni, che registra un incremento delle compravendite del 14,6%, raggiungendo il 6% del mercato complessivo.

Prezzi delle case in aumento, ma la crescita rallenta

Secondo Nomisma, il processo di normalizzazione del mercato prosegue anche sul fronte dei valori immobiliari. Nel primo semestre del 2026 le abitazioni in ottimo stato registrano una crescita media del +1,4%; le abitazioni in buono stato salgono del +1,8% su base annua. Si tratta di incrementi positivi ma più contenuti rispetto alle dinamiche osservate negli anni precedenti, segnale di un mercato che sta entrando in una fase di maggiore equilibrio tra domanda e offerta.

Milano frena e anticipa possibili cambiamenti

Tra i tredici principali mercati urbani analizzati da Nomisma, Milano rappresenta l’elemento di maggiore attenzione. Nel capoluogo lombardo si registra infatti un peggioramento del sentiment degli operatori immobiliari e aspettative meno favorevoli sia sul numero delle compravendite sia sull’evoluzione dei prezzi. Secondo gli analisti, il rallentamento milanese potrebbe rappresentare un segnale anticipatore per altri grandi mercati urbani caratterizzati da valori immobiliari molto elevati e da una crescente distanza rispetto alla capacità di spesa delle famiglie.

Mutui: crescono i nuovi finanziamenti

Il credito continua a svolgere un ruolo decisivo nel sostenere il mercato immobiliare. Nel primo trimestre 2026 i nuovi mutui sono aumentati del 6,6%; la quota di acquisti assistiti da mutuo ha raggiunto il 47,8% del totale; le compravendite finanziate tramite credito sono cresciute dell’8,1%. Parallelamente migliorano gli indicatori di qualità del credito: il tasso di default dei mutui residenziali è sceso allo 0,45%, mentre continuano a diminuire le sofferenze bancarie collegate ai finanziamenti per l’acquisto della casa.

Efficienza energetica sempre più determinante

Uno dei dati più interessanti per il settore delle costruzioni riguarda la crescente attenzione verso le prestazioni energetiche degli immobili. Tra il 2024 e il primo semestre del 2026 la quota di abitazioni compravendute appartenenti alle classi energetiche più elevate (A4-B) è passata dal 6% all’8%. Inoltre: il 67% delle abitazioni ristrutturate si colloca oggi nelle classi energetiche medio-alte; nelle nuove costruzioni la quota sale al 96%. Per progettisti, costruttori e sviluppatori immobiliari si tratta di una conferma del crescente peso assunto dall’efficienza energetica, ormai elemento chiave nella valorizzazione degli immobili e nelle decisioni di acquisto.

Affitti: domanda elevata e canoni in crescita

Anche il mercato delle locazioni continua a mostrare una forte pressione della domanda. La ricerca evidenzia che il 50% della domanda abitativa si concentra sul mercato dell’affitto; negli ultimi cinque anni le famiglie in cerca di una casa in locazione sono aumentate del 12%, pari a circa 296.000 nuclei; i canoni delle abitazioni in buono stato crescono del 3,3% su base annua. Nei principali centri urbani i canoni medi raggiungono i livelli più elevati a Milano, Firenze e Roma, dove possono arrivare a circa 1.200 euro mensili per i contratti ordinari di lungo periodo.

Le previsioni per il triennio 2026-2028

Secondo Nomisma, il rallentamento della crescita del credito rappresenterà il principale fattore di moderazione del mercato nei prossimi anni. Le previsioni indicano: una sostanziale stabilizzazione delle compravendite nel 2026; una lieve flessione nel 2027; un ritorno alla crescita nel 2028. I prezzi continueranno ad aumentare in termini nominali, ma con intensità progressivamente più contenuta, in un contesto che resterà caratterizzato da una buona capacità di tenuta della domanda abitativa.

Nomisma | 2° Rapporto sul Mercato Immobiliare 2026

Nonostante un contesto economico e geopolitico complesso, il mercato residenziale italiano continua a mostrare una buona capacità di tenuta. La domanda abitativa resta solida, sostenuta dall’acquisto della prima casa e dalla ripresa dei nuovi mutui, mentre efficienza energetica e qualità degli immobili assumono un ruolo sempre più centrale nelle scelte delle famiglie e degli investitori.


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