A Évry-Courcouronnes il Pôle Enfance et Sportif sperimenta un modello di architettura pubblica rigenerativa basato su terra da scavo, strategie passive e integrazione ecologica
di Francesco Sommese, Ing. PhD, University of Naples Federico II
Costruire con la terra: risorse e paesaggio
Completato nel 2025 su progetto dello studio francese HEMAA, il Pôle Enfance et Sportif di Évry-Courcouronnes, nella regione parigina, rappresenta una delle più interessanti applicazioni contemporanee dei principi dell’architettura rigenerativa all’edilizia pubblica. Il complesso, dedicato all’infanzia e alle attività sportive, utilizza 665 m³ di terra proveniente dagli scavi del Grand Paris Express, trasformando un materiale considerato scarto in una risorsa costruttiva ad alte prestazioni ambientali. L’edificio combina murature in pisé, strategie bioclimatiche passive e un articolato sistema paesaggistico, sviluppando un approccio che supera la semplice riduzione dell’impatto ambientale per contribuire attivamente alla qualità ecologica, sociale e culturale del contesto urbano.


Costruire con ciò che esiste
L’aspetto più significativo del progetto riguarda la scelta di utilizzare la terra proveniente dagli scavi della nuova infrastruttura ferroviaria del Grand Paris Express. La materia estratta dal sottosuolo metropolitano viene reinserita nel ciclo edilizio attraverso un processo di trasformazione che riduce trasporto, smaltimento e consumo di nuove risorse.
In questa prospettiva l’architettura assume una dimensione metabolica: intercetta flussi materiali già esistenti e li reindirizza verso nuovi cicli di valore. La terra, normalmente destinata a discariche o riempimenti, diventa così elemento strutturale e componente identitaria del progetto, stabilendo una relazione diretta tra edificio e territorio.


Il pisé, materiale circolare
Nel dibattito contemporaneo sull’economia circolare, molte strategie si concentrano sul riciclo o sull’efficientamento tecnologico. Il progetto di Évry-Courcouronnes interviene invece direttamente sulla filiera dei materiali. Le murature in terra cruda compattata (pisé) coprono una superficie complessiva di circa 1.330 m² e raggiungono uno spessore di 50 centimetri. Il sistema costruttivo elimina i processi di cottura tipici del laterizio e riduce drasticamente energia incorporata ed emissioni di CO₂.
Confronto tra materiali
| Materiale | Emissioni CO₂ (kg/m³) | Energia incorporata | Traspirabilità | Inerzia termica | Fine vita |
|---|---|---|---|---|---|
| Calcestruzzo | 250-350 | Alta | Bassa | Media | Inerte |
| Acciaio | >800 | Molto alta | Nulla | Bassa | Rifusione |
| Laterizio | 200-300 | Alta | Media | Media | Riciclo parziale |
| Legno | 30-80 | Media | Media | Media | Biodegradabile |
| Terra cruda (pisé) | <20 | Molto bassa | Alta | Alta | Reintegrabile |
Le prestazioni ambientali della terra cruda risultano particolarmente rilevanti: bassissima energia incorporata, completa reversibilità a fine vita e ottima capacità di regolazione passiva del microclima.


Il muro: sistema attivo
Nel Pôle Enfance et Sportif il muro non è concepito come una semplice barriera. La massa delle pareti in pisé accumula il calore durante il giorno e lo rilascia gradualmente nelle ore successive, contribuendo alla stabilizzazione delle temperature interne. Al tempo stesso, la porosità della terra regola naturalmente i livelli di umidità, migliorando il comfort indoor senza ricorrere a sistemi impiantistici energivori. L’integrazione con isolanti naturali, come la lana di canapa, consente di mantenere inalterate queste proprietà, trasformando l’involucro in una vera e propria membrana climatica capace di scambiare energia e materia con l’ambiente circostante.

Dalla sostenibilità alla rigenerazione
Più che un edificio sostenibile, il progetto propone un modello rigenerativo. L’obiettivo non è soltanto ridurre i consumi o limitare i danni ambientali, ma generare effetti positivi sul sistema urbano. La forza del progetto risiede proprio nella dimensione sistemica: ogni elemento contribuisce a rafforzare gli effetti degli altri, costruendo una rete di relazioni ecologiche integrate.
| Principio | Applicazione nel progetto | Impatto generato |
|---|---|---|
| Circolarità materiale | Riutilizzo della terra da scavo | Riduzione rifiuti ed emissioni |
| Ciclo dell’acqua | Coperture verdi e superfici permeabili | Riduzione del deflusso |
| Biodiversità | Specie autoctone e habitat dedicati | Rafforzamento degli ecosistemi |
| Comfort passivo | Inerzia termica e ventilazione naturale | Riduzione dei consumi energetici |
| Rigenerazione del suolo | Limitazione dei movimenti di terra | Conservazione pedologica |
| Educazione ambientale | Spazi naturali per l’infanzia | Impatto culturale e formativo |
Verde, acqua e biodiversità
Il paesaggio assume il ruolo di infrastruttura ecologica. Le coperture verdi trattengono e rallentano il deflusso delle acque meteoriche, contribuendo alla mitigazione dei picchi idraulici e migliorando la qualità delle acque reimmesse nel terreno. Parallelamente, le superfici permeabili favoriscono l’infiltrazione e la ricarica delle falde. La vegetazione è composta prevalentemente da specie autoctone, selezionate per garantire resilienza e continuità ecologica. Il risultato è un ecosistema urbano capace di ospitare biodiversità e di generare benefici ambientali che si estendono oltre il perimetro dell’intervento.

Geometria, dispositivo ambientale
La configurazione del complesso, organizzato in volumi distinti secondo una logica padiglionale, rappresenta una precisa strategia climatica. La frammentazione del programma aumenta l’accesso alla luce naturale e favorisce la ventilazione trasversale. L’orientamento degli edifici è studiato per ottimizzare gli apporti solari invernali e limitare il surriscaldamento estivo. Schermature, aggetti profondi e sistemi passivi di controllo dell’irraggiamento trasformano così la geometria architettonica in una tecnologia ambientale a basso consumo energetico.

Un paesaggio che educa
La componente pedagogica costituisce uno degli aspetti più interessanti dell’intervento. Ispirandosi ai principi del Waldkindergarten, il progetto promuove un apprendimento basato sul rapporto diretto con la natura. Giardini, alberature e spazi aperti diventano strumenti educativi attraverso i quali i bambini possono osservare cicli stagionali, processi naturali e dinamiche ecologiche. Anche il materiale costruttivo partecipa a questa esperienza: le stratificazioni della terra cruda rendono leggibile il processo di costruzione e trasformano l’architettura in un supporto didattico permanente.

Il luogo come materiale
In un contesto caratterizzato dalla forte presenza di edifici in cemento, l’utilizzo della terra cruda assume anche un valore culturale. Il progetto introduce una diversa sensibilità materica e propone un’alternativa ai linguaggi dominanti dell’edilizia contemporanea. Per molti utenti, soprattutto per i più giovani, rappresenta un primo contatto diretto con materiali naturali e con una concezione dell’architettura fondata sui cicli ecologici.
Un’architettura che restituisce
Il Pôle Enfance et Sportif di Évry-Courcouronnes dimostra come l’architettura pubblica possa essere accessibile, performante e allo stesso tempo rigenerativa. Attraverso il riutilizzo della terra da scavo, l’impiego di strategie passive e l’integrazione di infrastrutture verdi, il progetto di HEMAA costruisce un modello in cui edificio, paesaggio e comunità partecipano a un unico sistema ambientale. Un esempio concreto di come l’architettura possa non solo consumare meno risorse, ma restituire valore ecologico, sociale e culturale al territorio.
Scheda tecnica
Progetto architettonico: HEMAA
Studi tecnici TCE & economia: ANA Ingénierie
Consulenza pisé: BETerre
Paesaggio e biodiversità: Wald
OPC: JDM Ingénierie
Superficie costruita: 2.444 m²
Area di intervento: 3.854 m²
Localizzazione: Évry-Courcouronnes, Francia
Completamento: 2025
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