La Regione Emilia-Romagna accelera sulle politiche per l’abitare e lancia uno dei più importanti programmi regionali per la casa degli ultimi anni. Il nuovo Piano casa da 300 milioni di euro punta infatti a recuperare, riqualificare e rimettere sul mercato fino a 5mila alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale nell’arco di cinque anni, intervenendo sia sugli appartamenti oggi inutilizzati sia sugli edifici che necessitano di efficientamento energetico e ammodernamento.
L’iniziativa nasce come risposta alla crescente pressione sul mercato degli affitti che interessa anche molte città emiliano-romagnole, dove famiglie, lavoratori, studenti e giovani coppie incontrano sempre maggiori difficoltà ad accedere a soluzioni abitative economicamente sostenibili.
Un piano finanziato con fondi regionali, risorse europee e BEI
L’architettura finanziaria del programma è particolarmente significativa. La dotazione complessiva raggiunge infatti 300 milioni di euro, grazie a una combinazione di risorse regionali, fondi europei e finanziamenti della Banca europea per gli investimenti (BEI). Nel dettaglio, il piano si basa su 100 milioni di euro provenienti dalla Regione e dai fondi strutturali europei, cui si aggiungono 200 milioni di euro di finanziamento BEI a lungo termine.
Secondo quanto illustrato dalla Regione, il meccanismo consentirà di attivare interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio esistente senza gravare esclusivamente sui bilanci pubblici, utilizzando nel tempo anche i flussi generati dai canoni di locazione degli immobili recuperati.
Focus su edilizia pubblica, efficienza energetica e rigenerazione urbana
La strategia regionale privilegia il recupero dell’esistente rispetto al consumo di nuovo suolo. Gli interventi riguarderanno principalmente:
- alloggi ERP sfitti che richiedono lavori di ristrutturazione straordinaria;
- edifici di edilizia pubblica da riqualificare energeticamente;
- immobili pubblici dismessi da rifunzionalizzare;
- aree da rigenerare per incrementare l’offerta di edilizia sociale;
- interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche e il miglioramento dell’accessibilità.
Particolare attenzione sarà riservata alla riduzione della povertà energetica, tema sempre più centrale nelle politiche abitative europee. Gli interventi di efficientamento contribuiranno infatti a ridurre i consumi e, di conseguenza, il costo della casa per gli assegnatari.
Obiettivo: riportare sul mercato migliaia di abitazioni oggi inutilizzate
Uno dei dati più significativi che emerge dall’analisi regionale riguarda il patrimonio abitativo pubblico inutilizzato. Il Piano nasce infatti per affrontare il paradosso di migliaia di alloggi oggi non assegnabili perché necessitano di importanti lavori di recupero.
La Regione punta inizialmente a recuperare circa 3.500 alloggi sfitti, ampliando successivamente il programma fino a raggiungere l’obiettivo complessivo di circa 5mila abitazioni recuperate o realizzate attraverso interventi di recupero, riqualificazione e rigenerazione.
Per il settore delle costruzioni e della riqualificazione energetica si tratta di un programma destinato a generare una domanda significativa di lavori edilizi distribuita su più annualità, con potenziali ricadute positive lungo tutta la filiera dell’edilizia residenziale.
Il ruolo di Comuni e ACER
L’attuazione del Piano prevede una forte collaborazione tra Regione, Comuni e Aziende Casa Emilia-Romagna (ACER). Gli enti locali sono chiamati a individuare gli immobili e gli interventi prioritari, contribuendo alla costruzione del programma territoriale di investimenti. Il modello scelto dalla Regione punta infatti a valorizzare il patrimonio esistente e a costruire una governance multilivello capace di dare risposte differenziate ai diversi contesti urbani e territoriali.
Michele de Pascale | Presidente della Regione Emilia-Romagna, e Giovanni Paglia, assessore regionale alle Politiche abitative
«Oggi presentiamo un provvedimento innovativo, il primo di questo tipo assunto da una Regione. È una prima, concreta risposta a un’emergenza abitativa in forte crescita, in particolare per quanto riguarda gli appartamenti in affitto, sempre più inaccessibili a famiglie, lavoratori e studenti. Il piano aumenterà la disponibilità di alloggi a canone calmierato e valorizzerà il patrimonio abitativo pubblico, con la regia della Regione e in stretto raccordo con le amministrazioni locali e gli enti gestori. L’Emilia-Romagna è una regione attrattiva per studio, lavoro e turismo: una dinamica positiva che va governata. Non possiamo lasciare tutto al mercato, ma dobbiamo salvaguardare un modello di welfare e coesione sociale che rappresenta da sempre uno dei punti di forza del territorio».
Iniziativa finanziata su scala pluriennale
Il Piano casa dell’Emilia-Romagna rappresenta un caso di interesse nazionale perché unisce politiche abitative, rigenerazione urbana, efficientamento energetico e valorizzazione del patrimonio pubblico in un’unica strategia finanziata su scala pluriennale. L’iniziativa si inserisce inoltre nel più ampio dibattito sulla necessità di aumentare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili nelle città italiane e potrebbe costituire un modello replicabile per altre regioni.
I numeri chiave
- 300 milioni di euro di investimenti complessivi.
- 5.000 alloggi da recuperare o mettere a disposizione entro cinque anni.
- 1.011 alloggi già programmati nella prima fase.
- Isee tra 8.000 e 35.000 euro per l’accesso alle abitazioni.
- 50 milioni Regione + 50 milioni Fesr + 200 milioni BEI per finanziare il programma.
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