Il commissario straordinario del Governo indica le prime scadenze operative del Piano Casa 2026. Al centro dell’intervento il recupero dell’edilizia residenziale pubblica, la rigenerazione urbana e la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente.

Il Piano Casa 2026 entra nella sua fase organizzativa. I primi cantieri potrebbero partire tra gennaio e marzo del prossimo anno, con la possibilità di anticipare alcune operazioni già entro la fine dell’anno se le procedure amministrative lo consentiranno. Ad annunciarlo è stato Felice Squitieri, commissario straordinario di Governo per il Piano Casa 2026, intervenendo alla Conferenza nazionale degli Ordini degli Architetti (Cnappc) svoltasi a Roma. L’iniziativa rappresenta uno dei principali strumenti governativi per affrontare il tema dell’emergenza abitativa attraverso il recupero del patrimonio pubblico inutilizzato e la rigenerazione dei quartieri urbani. Secondo Squitieri, il Piano Casa non dovrà limitarsi alla costruzione o al recupero di alloggi, ma diventare una politica strutturale capace di migliorare la qualità urbana e sociale dei territori.

Recupero del patrimonio pubblico

Tra le prime attività affidate alla struttura commissariale figura la ricognizione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (Erp) e degli immobili dello Stato potenzialmente recuperabili. L’obiettivo è individuare rapidamente edifici e aree già disponibili, riducendo il consumo di suolo e accelerando gli interventi di trasformazione urbana. Parallelamente, è in corso la definizione dei criteri per l’assegnazione delle risorse. Il lavoro viene sviluppato con il supporto di Invitalia, che collaborerà alla predisposizione dei bandi destinati a Regioni ed enti territoriali. Un programma da 100mila alloggi. Il Piano Casa punta a rendere disponibili circa 100mila alloggi nell’arco di dieci anni, agendo su tre direttrici: recupero degli immobili pubblici inutilizzati, sviluppo dell’housing sociale e coinvolgimento degli investimenti privati. La normativa prevede inoltre procedure accelerate per la ricognizione degli immobili pubblici e per la definizione di programmi di edilizia sociale, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attuazione e favorire la messa a disposizione di nuove abitazioni a prezzi accessibili.

La casa come infrastruttura sociale

Nel suo intervento, Squitieri ha sottolineato come il Piano Casa debba essere letto in una prospettiva più ampia rispetto alla sola edilizia. La disponibilità di alloggi accessibili, la riqualificazione dei servizi e il recupero dei quartieri rappresentano infatti elementi centrali per la costruzione di comunità urbane più inclusive e sostenibili. La strategia si inserisce nel più ampio quadro delle politiche nazionali di rigenerazione urbana e valorizzazione del patrimonio esistente, privilegiando interventi sul costruito rispetto alla realizzazione di nuove espansioni urbane.

Felice Squitieri, commissario straordinario del Governo per il Piano Casa 2026, durante la Conferenza nazionale del Cnappc a Roma, dove ha illustrato tempi e obiettivi del programma di recupero dell'edilizia residenziale pubblica e di rigenerazione urbana.
Felice Squitieri, commissario straordinario del Governo per il Piano Casa 2026, durante la Conferenza nazionale del Cnappc a Roma, dove ha illustrato tempi e obiettivi del programma di recupero dell’edilizia residenziale pubblica e di rigenerazione urbana.

Articoli correlati