Milano Santa Giulia, Bizzi & Partners, Lendlease, rigenerazione urbana: sono queste le parole chiave di un’operazione che segna un passaggio strategico per il real estate italiano e per uno dei progetti più complessi e simbolici della trasformazione urbana contemporanea. Con una firma arrivata tra fine maggio e inizio giugno 2026, il gruppo australiano Lendlease ha ceduto lo sviluppo dell’area milanese a Bizzi & Partners, società guidata da Davide Bizzi, chiudendo così una partita aperta da mesi e inserita in una più ampia strategia di dismissione delle attività europee.

L’operazione Santa Giulia: numeri e dimensioni

L’acquisizione si attesta su un valore complessivo di circa 154 milioni di euro, includendo sia il corrispettivo per le quote nel fondo Heartbeat sia l’assunzione dei debiti legati allo sviluppo e agli interventi futuri. Ma è soprattutto la scala del progetto a definire la rilevanza dell’operazione. Milano Santa Giulia resta infatti uno dei più grandi cantieri di rigenerazione urbana in Italia, con:

  • circa 385mila metri quadrati ancora da sviluppare
  • oltre 277mila mq destinati alla residenza (circa 3.000 appartamenti)
  • 59mila mq retail, oltre a spazi per uffici e hospitality
  • circa 200mila mq di verde urbano.

L’investimento complessivo necessario per completare l’intervento – incluse bonifiche e urbanizzazioni – è stimato in circa 1,8 miliardi di euro.

Da Lendlease a Bizzi: cambio di rotta nel real estate europeo

La cessione si inserisce nella strategia di Lendlease di disimpegno dall’Europa continentale, lasciando il mercato italiano dopo anni di investimenti e sviluppo. Per completare l’uscita, il gruppo australiano ha accettato di vendere a un valore inferiore rispetto a quello contabile, mettendo in conto una perdita significativa sull’operazione. Dall’altra parte, per Bizzi & Partners si tratta di un ritorno su un grande progetto di trasformazione urbana milanese, dopo esperienze analoghe nel panorama nazionale. Un’operazione che rafforza il ruolo degli investitori italiani nelle grandi rigenerazioni, in un contesto finora dominato da capitali internazionali.

Milano Santa Giulia: un progetto lungo vent’anni

Avviato nei primi anni Duemila, il progetto di Milano Santa Giulia nasce dalla trasformazione di una vasta area industriale nel quadrante sud-est della città, tra Rogoredo e Morsenchio. Oggi rappresenta uno dei casi più emblematici – e complessi – della rigenerazione urbana italiana: una superficie complessiva che supera 1 milione di metri quadrati, un mix funzionale che integra residenza, terziario, commercio e servizi e un masterplan sviluppato per fasi, con tempi lunghi e continui cambi di scenario. Il progetto ha già visto la realizzazione di alcune infrastrutture chiave, tra cui l’arena per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, ma resta ancora in larga parte incompiuto.

Le sfide tecniche: bonifiche, infrastrutture, sostenibilità

Per il mondo delle costruzioni, Milano Santa Giulia rappresenta un vero banco di prova. Le criticità non riguardano solo la dimensione economica, ma anche aspetti tecnici e operativi:

  • bonifica ambientale di aree industriali dismesse
  • realizzazione di infrastrutture urbane complesse
  • sostenibilità economica di interventi su scala urbana
  • gestione per fasi di un masterplan pluridecennale.

A questo si aggiunge la crescente attenzione ai temi ESG e alla qualità urbana, con l’obiettivo di trasformare l’area in un nuovo quartiere sostenibile, integrato e resiliente.

Cosa cambia per il cantiere

Il passaggio a Bizzi & Partners non è soltanto una compravendita immobiliare. È, di fatto, un cambio di fase per il cantiere. Significa: riattivazione potenziale delle fasi di sviluppo, nuova governance progettuale e possibili aggiornamenti del masterplan e delle priorità realizzative. Il completamento dell’intervento è previsto nel medio-lungo periodo, con un orizzonte che potrebbe arrivare fino al 2035, attraverso uno sviluppo per lotti progressivi.

Rigenerazione urbana: una partita ancora aperta

Milano Santa Giulia resta un simbolo delle difficoltà – ma anche delle opportunità – legate alla trasformazione delle grandi aree industriali in città contemporanea.

L’operazione tra Lendlease e Bizzi & Partners riporta il progetto sotto una regia italiana, ma lascia aperte tutte le sfide: sostenibilità finanziaria, tempi autorizzativi, qualità progettuale ed equilibrio tra pubblico e privato.

 


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