Nel primo quadrimestre del 2026 il mercato dei servizi di ingegneria e architettura mostra segnali contrastanti: da un lato si registra un calo complessivo degli importi messi a gara, dall’altro emergono dinamiche che indicano una possibile ripresa per i servizi di ingegneria puri. Il nuovo rapporto del Centro Studi Cni offre una fotografia dettagliata del settore, evidenziando cambiamenti significativi nelle modalità di affidamento e nella distribuzione delle opportunità tra professionisti e società.
Importi a base d’asta: confronto tra 2025 e 2026
Nel periodo gennaio-aprile 2026, le stazioni appaltanti hanno pubblicato gare per servizi di ingegneria e architettura (esclusi i costi di esecuzione lavori) per circa 480 milioni di euro, con una riduzione di 73 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025, quando il totale raggiungeva 552,5 milioni. Un dato particolarmente rilevante riguarda gli appalti integrati: la quota degli importi destinati ai servizi di ingegneria scende dal 65,2% del 2025 al 7,2% del 2026, segnando un vero crollo. Al contrario, cresce il ricorso agli accordi quadro, che diventano uno strumento più utilizzato per l’affidamento.
Ripresa dei servizi di ingegneria puri, molte gare piccole, pochi importi grandi
Limitando l’analisi ai soli servizi di ingegneria, le gare pubblicate nel primo quadrimestre 2026 superano 183 milioni di euro, in aumento rispetto ai 159 milioni del 2025. Una crescita contenuta, ma significativa, che suggerisce una possibile inversione di tendenza. L’analisi mostra un mercato fortemente sbilanciato: 73% delle gare ha un importo inferiore a 140.000 euro, solo 19,2% supera i 215.000 euro. Tuttavia, la distribuzione degli importi racconta un’altra storia: 86% del totale (183 milioni) è concentrato nelle gare sopra i 215.000 euro, Solo 8,8% riguarda gare sotto i 140.000 euro, quindi potenzialmente affidabili tramite affidamento diretto. Questa polarizzazione crea un mercato dove le opportunità numeriche sono nelle gare piccole, ma il valore economico si concentra nelle gare più grandi. Per i bandi che includono l’esecuzione dei lavori: iProject Financing dominano con 134 bandi e 2.378 milioni di euro stanziati e gli appalti integrati rilevati sono 125, per un importo complessivo di 881 milioni di euro.
Professionisti vs Società: chi vince le gare?
Il rapporto evidenzia una forte differenza tra le performance dei liberi professionisti e quelle delle società.
Società
Si aggiudicano 82,1% degli importi
Vincono 54,4% delle gare
Liberi professionisti
Vincono 28,6% delle gare (servizi senza esecuzione)
Ottengono solo 4,8% degli importi totali, pur con un miglioramento di +2% rispetto al 2024
L’importo medio aggiudicato cresce da 48.800 euro (2025) a 87.100 euro (2026)
Dove i professionisti hanno più chance
Gare sotto i 140.000 euro
53,4% delle gare aggiudicate
48,3% degli importi
Dove le loro possibilità crollano
140.000–215.000 euro
31,3% delle gare
34,4% degli importi
Oltre 215.000 euro
7,1% delle gare
2,7% degli importi
Ribassi anomali: un problema ancora irrisolto
Il tema dei ribassi continua a mostrare criticità:
Gare sotto i 140.000 euro
Ribasso medio: 10,2% (sotto il limite del 20%)
17 bandi con ribasso oltre il 20%
Ribasso record: 78,3%
Gare sopra i 140.000 euro
Ribasso medio: 31%
61 bandi con ribasso oltre il 35%
Ribasso massimo: 80%
Numeri che confermano una competizione spesso eccessiva e potenzialmente dannosa per la qualità dei servizi.
In sintesi
Il primo quadrimestre del 2026 delinea un mercato complesso: meno risorse complessive, ma una lieve ripresa dei servizi di ingegneria puri; forte polarizzazione tra gare piccole e grandi; società nettamente avvantaggiate sugli importi; ribassi ancora fuori controllo.
Angelo Domenico Perrini | Presidente del Cni
Angelo Domenico Perrini | Presidente del Cni
«Archiviata l’epoca dei bonus edilizi e del PNRR il mercato dei servizi di ingegneria e architettura è ormai entrato in una fase di stabilizzazione. La buona notizia è che l’andamento registrato nel primo quadrimestre 2026 mostra segnali di recupero rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il che induce ad un moderato ottimismo. Su un punto, tuttavia, occorrerà restare vigili. Sebbene con l’entrata in vigore del Correttivo del Codice degli appalti siano state modificate, tra le altre, le disposizioni relative ai ribassi di gara, garantendo il rispetto del principio dell’equo compenso e la qualità delle offerte, si verificano ancora troppe situazioni anomale con gare aggiudicate con ribassi decisamente superiori a quanto previsto dalla norma. Su questo terreno il Consiglio Nazionale continuerà a svolgere un ruolo attivo, monitorando nel tempo il fenomeno e, se le anomalie dovessero persistere, intervenendo in sede di interlocuzione istituzionali».
Marco Ghionna | Presidente del Centro Studi Cni
Marco Ghionna | Presidente del Centro Studi Cni
«Nel complesso il report evidenzia alcuni fenomeni che sembrano assumere una rilevanza sempre più strutturale per il mercato dei servizi di ingegneria: la crescente centralità degli accordi quadro, la persistente concentrazione del valore economico nelle gare di maggiore importo e il ruolo strategico delle procedure sotto soglia per la libera professione. Particolarmente importante è la forte divergenza tra numero delle procedure e valore economico complessivo delle stesse. Oltre il 73% delle gare si colloca sotto i 140.000 euro, mentre quasi l’86% del valore economico risulta concentrato nelle gare superiori a 215.000 euro. Questo dato ci restituisce un mercato dei servizi di ingegneria con una struttura fortemente polarizzata: le opportunità numericamente più numerose si concentrano nelle fasce inferiori, mentre il valore economico rimane fortemente concentrato negli affidamenti di maggiore dimensione. In sostanza i liberi professionisti sono altamente competitivi nelle gare di minore importo, mentre la loro presenza si riduce al crescere del valore economico dell’affidamento».
Giuseppe Maria Margiotta | Consigliere Segretario del Cni con delega al Centro Studi
Giuseppe Maria Margiotta | Consigliere Segretario del Cni con delega al Centro Studi
«Il quadro del mercato dei servizi di ingegneria e architettura che ci restituisce il rapporto del nostro Centro Studi è relativamente positivo. Nonostante una dura realtà geopolitica, come quella attuale, che genera grande instabilità sul mercato energetico globale e non solo, il mercato di riferimento degli ingegneri italiani appare sufficientemente in salute, soprattutto se si considera che gli effetti benefici dei bonus e del PNRR sono stati ampiamente metabolizzati. Tra i diversi elementi messi a disposizione dello studio vorrei richiamare l’aumentato ricorso agli accordi quadro, pari al 54% degli importi considerati, che appare particolarmente significativo, tanto più considerando che ad esso corrisponde una sostanziosa diminuzione del ricorso all’appalto integrato».