Il nuovo stabilimento Melinda C.F.C. (Consorzio Frutticoltori Cles) rappresenta uno degli interventi più significativi del programma di ammodernamento che il Consorzio sta portando avanti nei propri impianti della Val di Non. Il cantiere sostituisce parte delle strutture esistenti e ridefinisce uno dei principali poli di lavorazione delle mele attraverso una sintesi tra innovazione industriale, qualità architettonica e integrazione paesaggistica.

L’architettura è firmata dallo Studio Azzali, mentre Pichler projects ha sviluppato il progetto costruttivo realizzando le strutture in carpenteria metallica e l’intero involucro edilizio.

Un impianto progettato intorno al processo produttivo

L’intervento nasce dall’esigenza di rendere più efficiente il ciclo di lavorazione delle mele, dalle celle frigorifere fino alle fasi di lavaggio, preselezione, confezionamento e stoccaggio.

La configurazione dell’edificio è stata modellata sulle necessità operative delle linee produttive di ultima generazione, garantendo allo stesso tempo ambienti flessibili e facilmente adattabili alle future evoluzioni tecnologiche.

Particolare attenzione è stata riservata anche al benessere delle persone. Il complesso ospita infatti uffici, sale per la formazione, aree relax e mense caratterizzate da ampie superfici vetrate e da un attento controllo dell’illuminazione naturale, elemento chiave per la qualità degli spazi di lavoro.

Facciata vetrata del nuovo stabilimento Melinda C.F.C. di Cles, caratterizzata da ampie superfici trasparenti progettate per garantire luce naturale e qualità degli ambienti di lavoro | ©Claudia Marini
Facciata vetrata del nuovo stabilimento Melinda C.F.C. di Cles, caratterizzata da ampie superfici trasparenti progettate per garantire luce naturale e qualità degli ambienti di lavoro | ©Claudia Marini

450 tonnellate di carpenteria metallica per grandi luci

Uno degli aspetti più rilevanti del progetto riguarda la struttura portante, sviluppata da Pichler projects attraverso circa 450 tonnellate di carpenteria metallica. Lo stabilimento è organizzato in tre macroaree funzionali:

  • area di preselezione e deposito imballaggi;
  • zona confezionamento e servizi per il personale;
  • blocco uffici direzionali e sala assemblee.

La progettazione strutturale è stata concepita per creare grandi campate prive di sostegni intermedi, eliminando interferenze con i macchinari e garantendo la massima flessibilità operativa. La copertura è sostenuta da travi reticolari che consentono di gestire luci importanti e agevolano future riconfigurazioni delle linee produttive.

Pichler projects ha inoltre realizzato passerelle sospese, scale metalliche e strutture secondarie destinate a supportare i pannelli lignei impiegati per caratterizzare e migliorare la percezione degli spazi interni.

Facciate vetrate e policarbonato per un involucro ad alte prestazioni

L’involucro edilizio rappresenta uno degli elementi più distintivi dell’intervento. Pichler projects ha sviluppato un sistema composto da 1.000 m² di superfici vetrate e 1.000 m² di rivestimenti in policarbonato, articolato attraverso differenti tecnologie costruttive.

Nell’area del deposito imballaggi sono stati utilizzati pannelli in policarbonato traslucido in due tonalità di giallo, soluzione che aumenta l’apporto di luce naturale e contribuisce a definire l’identità architettonica del complesso.

Per la zona dedicata alla lavorazione e ai servizi per il personale è stata scelta una facciata continua a montanti e traversi, caratterizzata dall’impiego del legno come elemento strutturale ed estetico, integrato con sistemi in alluminio e vetrocamera.

L’ingresso degli uffici direzionali è invece valorizzato da una facciata a doppia pelle che combina trasparenza, prestazioni energetiche e qualità architettonica.

Vista del nuovo polo produttivo Melinda in Val di Non: l'involucro combina vetro, policarbonato e carpenteria metallica sviluppati da PICHLER projects per coniugare efficienza industriale e qualità architettonica | ©Claudia Marini
Vista del nuovo polo produttivo Melinda in Val di Non: l’involucro combina vetro, policarbonato e carpenteria metallica sviluppati da PICHLER projects per coniugare efficienza industriale e qualità architettonica | ©Claudia Marini

Un esempio di architettura industriale contemporanea

Il nuovo polo Melinda C.F.C. dimostra come l’architettura industriale possa superare la semplice funzione produttiva per dialogare con il paesaggio e migliorare la qualità degli ambienti destinati alle persone.

Il risultato è un edificio che integra tecnologia, sostenibilità, flessibilità e attenzione al contesto, confermando il ruolo della collaborazione tra progettisti e imprese specializzate come leva fondamentale per la realizzazione di stabilimenti produttivi evoluti e capaci di rispondere alle sfide future del comparto agroalimentare.


Articoli correlati