Semplificazione amministrativa e maggiore autonomia per i territori.
La Regione Liguria ha abolito l’obbligo di associazione per l’esercizio delle funzioni paesaggistiche nei Comuni con meno di 5.000 abitanti, recependo un principio già previsto dalla normativa nazionale. La misura punta a rendere più snelle le pratiche urbanistiche e a ridurre gli oneri organizzativi per le amministrazioni locali. Con il provvedimento, i piccoli Comuni mantengono la possibilità di gestire in forma associata le competenze paesaggistiche, ma tale scelta non sarà più obbligatoria né soggetta a vincoli o sanzioni. Le amministrazioni potranno quindi decidere liberamente il modello organizzativo più adatto alle proprie esigenze, valutando costi, risorse disponibili ed efficacia operativa.
L’intervento è stato sviluppato dalla Direzione generale Politiche abitative, Territorio e Demanio costiero su mandato dell’assessore regionale all’Urbanistica e alla Tutela del paesaggio, Marco Scajola. Secondo la Regione, il nuovo assetto consentirà di accelerare l’iter delle autorizzazioni paesaggistiche, garantendo al tempo stesso maggiore flessibilità gestionale agli enti locali. La novità interessa in particolare i centri di dimensioni ridotte che negli ultimi anni hanno incontrato difficoltà tecniche, economiche o organizzative nel costituire forme associative per la gestione della funzione paesaggistica. I Comuni già dotati di sistemi condivisi e commissioni locali del paesaggio potranno comunque continuare a operare secondo l’attuale modello.
Marco Scajola | Assessore regionale all’Urbanistica e alla Tutela del paesaggio
«Andiamo incontro alle legittime richieste dei piccoli Comuni rendendo la vita amministrativa più semplice e le pratiche paesaggistiche più snelle e veloci. Questo atto garantirà libertà ai Comuni, lasciando loro la possibilità di scegliere il modello organizzativo più efficace».
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