JCB compie un passo simbolico e tecnologico nella corsa alla decarbonizzazione delle macchine off-highway. Sulle Bonneville Salt Flats, nello Utah, il prototipo JCB Hydromax ha stabilito un nuovo record mondiale FIA per un veicolo a combustione interna alimentato a idrogeno, raggiungendo una velocità media certificabile di 406,320 mph (653,515 km/h). Un risultato che va oltre il motorsport e che punta a dimostrare le potenzialità dell’idrogeno come alternativa ai combustibili fossili anche nel settore delle costruzioni, delle macchine movimento terra e dell’agricoltura.
Il nuovo record mondiale FIA
Guidato dal pilota britannico Andy Green, già detentore del record assoluto di velocità terrestre e protagonista dell’impresa JCB Dieselmax del 2006, Hydromax ha completato le due percorrenze richieste dal regolamento FIA nell’arco di un’ora. Nella prima manche il veicolo ha registrato una velocità di 400,623 mph, mentre nella seconda ha raggiunto 412,135 mph, ottenendo una media finale di 406,320 mph, pari a 653,515 km/h. Il risultato supera ampiamente il precedente record FIA per auto a combustione interna alimentate a idrogeno, fissato nel 2004 dalla BMW H2R a 185,5 mph.
Un primato che supera anche Dieselmax
L’impresa assume un significato particolare per JCB perché arriva esattamente vent’anni dopo il record ottenuto dal celebre JCB Dieselmax, che nel 2006 aveva raggiunto 350,092 mph (563,456 km/h) sulla stessa superficie salina. Con Hydromax, il costruttore britannico non solo migliora un proprio primato storico, ma dimostra come una tecnologia alternativa come la combustione dell’idrogeno possa spingersi oltre i limiti raggiunti dai motori diesel ad alte prestazioni. Secondo JCB, la velocità ottenuta supera inoltre il precedente riferimento di 303 mph registrato da veicoli alimentati a idrogeno con celle a combustibile, facendo di Hydromax il veicolo a idrogeno più veloce mai realizzato.
Tecnologia derivata dalle macchine da costruzione
L’aspetto più interessante per il settore delle costruzioni riguarda il fatto che il record non è stato ottenuto con una tecnologia sperimentale sviluppata esclusivamente per le competizioni. Hydromax utilizza infatti due motori a idrogeno derivati dalla produzione di serie JCB, sviluppati nello stabilimento di Foston, nel Derbyshire, gli stessi che l’azienda sta introducendo sulle proprie macchine operative. I due propulsori sviluppano complessivamente 1.600 CV e derivano direttamente dal programma industriale sull’idrogeno che JCB sta portando avanti con un investimento dichiarato di 100 milioni di sterline.
L’idrogeno come alternativa per l’off-highway
La strategia di JCB punta sulla combustione interna dell’idrogeno come soluzione percorribile per la decarbonizzazione dei settori che richiedono macchine ad elevata potenza e lunghi cicli operativi. Negli ultimi anni il costruttore ha sviluppato prototipi a idrogeno di:
- escavatori;
- terne;
- sollevatori telescopici Loadall;
- altre macchine da costruzione e agricole.
Secondo l’azienda, sono già stati realizzati oltre 150 motori a combustione di idrogeno, mentre le prime macchine stanno entrando nella fase produttiva.
Bamford: «Dimostrare che l’idrogeno funziona oggi»
Per il presidente di JCB Anthony Bamford, promotore del programma sull’idrogeno, il record rappresenta soprattutto una dimostrazione industriale. L’obiettivo del progetto Hydromax è infatti mostrare che motori derivati dalla produzione reale possono raggiungere prestazioni eccezionali mantenendo i vantaggi della combustione a idrogeno. L’iniziativa nasce come vetrina tecnologica di una soluzione sulla quale il gruppo britannico sta investendo da diversi anni per offrire una possibile alternativa ai sistemi elettrici e alle celle a combustibile nelle applicazioni più gravose.
Un segnale per il settore delle costruzioni
Per il comparto delle costruzioni il record di Bonneville assume un valore che va oltre l’aspetto sportivo. La disponibilità di motori a idrogeno compatibili con architetture meccaniche già note potrebbe infatti agevolare la transizione energetica di escavatori, pale e sollevatori, mantenendo autonomia, rapidità di rifornimento e capacità operative paragonabili a quelle delle macchine diesel. Resta naturalmente aperta la sfida infrastrutturale, legata alla produzione, distribuzione e disponibilità dell’idrogeno, ma il risultato ottenuto da JCB rafforza la convinzione dell’azienda che questa tecnologia possa avere un ruolo significativo nel futuro delle macchine movimento terra.
JCB e la sfida dell’innovazione
Fondata nel 1945, JCB è oggi tra i principali produttori mondiali di macchine per costruzioni e movimento terra, con 22 stabilimenti distribuiti tra Regno Unito, India, Brasile, Stati Uniti e Cina. Dopo il record del Dieselmax nel 2006, quello del Fastrac come trattore più veloce al mondo nel 2019 e il primato del JCB GT tra le terne ad alte prestazioni, l’azienda aggiunge ora un nuovo capitolo alla propria storia tecnologica. Con Hydromax, però, il messaggio è diverso: non si tratta soltanto di velocità, ma della volontà di dimostrare che l’idrogeno può già oggi alimentare applicazioni industriali reali e ad alte prestazioni.

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