L’intelligenza artificiale entra nella prevenzione
L’intelligenza artificiale non è più soltanto uno strumento di supporto alla progettazione, alla gestione documentale o alla produttività aziendale. Con il recepimento delle disposizioni europee sull’AI Act e i nuovi provvedimenti nazionali, l’IA entra ufficialmente tra gli aspetti che devono essere considerati nell’ambito della salute e sicurezza dei lavoratori.
Per il settore delle costruzioni, dove digitalizzazione, Bim, monitoraggio dei cantieri e gestione dei dati stanno assumendo un ruolo crescente, la questione è particolarmente rilevante. L’impiego di algoritmi nelle attività organizzative e decisionali richiede infatti nuove valutazioni sui possibili effetti che tali sistemi possono generare su salute, benessere organizzativo e condizioni di lavoro.
Dall’AI Act agli obblighi per le imprese
L’Europa ha definito il quadro regolatorio attraverso il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), mentre in Italia il recepimento è stato affidato al D.Lgs. 179/2026, che entrerà in vigore il 23 ottobre 2026. Il decreto attribuisce ad AgID e ACN specifiche funzioni di vigilanza e introduce obblighi per aziende, professionisti e pubbliche amministrazioni. Tra le disposizioni più rilevanti emerge il principio secondo cui decisioni riguardanti assunzioni, licenziamenti, valutazioni professionali o provvedimenti disciplinari non possono essere demandate esclusivamente a un algoritmo, ma devono rimanere sotto il controllo umano.
I nuovi rischi da valutare
Uno degli aspetti più innovativi riguarda l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella valutazione dei rischi aziendali. Le indicazioni introdotte dal legislatore richiamano quattro aree particolarmente sensibili:
- organizzazione del lavoro;
- ritmi produttivi;
- modalità di esecuzione delle attività;
- processi decisionali.
Se un algoritmo stabilisce tempi, priorità operative o distribuzione delle attività, possono infatti emergere criticità legate a sovraccarico lavorativo, stress, affaticamento mentale o mancata considerazione delle caratteristiche individuali dei lavoratori. Per questo motivo la prevenzione non riguarderà più soltanto macchine, attrezzature e ambienti fisici, ma anche sistemi digitali e logiche organizzative governate dall’IA.
Cantieri e costruzioni: le applicazioni concrete
Nel comparto delle costruzioni l’intelligenza artificiale è già presente in numerosi processi. Tra le applicazioni più diffuse figurano:
- monitoraggio delle condizioni di sicurezza tramite sensori;
- utilizzo di DPI intelligenti;
- manutenzione predittiva di impianti e attrezzature;
- analisi dei quasi infortuni (near miss);
- pianificazione delle attività di cantiere;
- gestione documentale e controllo delle conformità.
L’adozione di queste tecnologie può contribuire a ridurre incidenti e inefficienze, ma richiede procedure di verifica, aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi e specifiche attività formative.
Formazione e cultura della sicurezza
Un altro tema centrale riguarda la formazione. Le nuove disposizioni prevedono infatti percorsi di alfabetizzazione e formazione sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei contesti lavorativi. Le imprese dovranno assicurare che lavoratori, dirigenti e responsabili comprendano funzionamento, limiti e possibili rischi associati ai sistemi utilizzati. La sicurezza del futuro non sarà quindi fondata soltanto sulla conoscenza delle procedure operative, ma anche sulla capacità di interpretare correttamente i risultati prodotti dagli algoritmi e di riconoscerne eventuali criticità.
Dal controllo del rischio alla prevenzione predittiva
L’aspetto più interessante per il mondo delle costruzioni riguarda forse il passaggio da una logica reattiva a una logica predittiva. Grazie all’elaborazione di grandi quantità di dati, i sistemi di IA possono individuare anomalie, prevedere guasti, segnalare comportamenti a rischio e supportare decisioni preventive prima che si verifichi un incidente. L’obiettivo indicato dalle istituzioni non è sostituire l’esperienza e la responsabilità delle figure della prevenzione, ma fornire strumenti che migliorino la capacità di anticipare il rischio e proteggere lavoratori e organizzazioni.
Una sfida che riguarda tutta la filiera
Per progettisti, imprese, committenti e responsabili della sicurezza, l’ingresso dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali apre una fase completamente nuova. La digitalizzazione del settore, già accelerata da BIM, piattaforme collaborative e gestione integrata dei dati, si estende ora all’ambito della prevenzione. La vera sfida sarà conciliare innovazione tecnologica, tutela dei lavoratori e controllo umano delle decisioni, evitando che l’automazione si trasformi in una nuova fonte di rischio.
FAQ
Quali obblighi introduce l’intelligenza artificiale per le imprese in materia di sicurezza sul lavoro?
Le nuove disposizioni impongono alle imprese di considerare gli effetti dei sistemi di intelligenza artificiale nella valutazione dei rischi, nell’organizzazione del lavoro, nella formazione dei lavoratori e nei processi decisionali che possono incidere sulla salute e sulla sicurezza.
Un algoritmo può decidere assunzioni, licenziamenti o valutazioni del personale?
No. La normativa di attuazione dell’AI Act stabilisce che le decisioni che riguardano i lavoratori devono restare sotto il controllo umano. Assunzioni, licenziamenti, valutazioni delle prestazioni e provvedimenti disciplinari non possono essere affidati esclusivamente all’intelligenza artificiale.
In che modo l’IA può migliorare la sicurezza nei cantieri?
L’intelligenza artificiale può supportare il monitoraggio delle condizioni operative attraverso sensori, DPI intelligenti, manutenzione predittiva delle attrezzature, analisi dei near miss e sistemi avanzati di gestione dei dati di cantiere. Questi strumenti consentono di individuare precocemente situazioni di rischio e intervenire prima che si trasformino in incidenti.
Quali sono i principali rischi connessi all’utilizzo dell’IA nei luoghi di lavoro?
I rischi riguardano soprattutto l’organizzazione del lavoro, la gestione dei ritmi produttivi, il carico cognitivo, lo stress lavoro-correlato e la possibile perdita di trasparenza nei processi decisionali. Per questo l’adozione dell’IA richiede controlli, verifiche e un presidio costante da parte delle figure della prevenzione.
La formazione sull’intelligenza artificiale diventerà obbligatoria?
Sì. Le nuove norme prevedono attività di alfabetizzazione e formazione dedicate ai sistemi di IA utilizzati in azienda, affinché lavoratori, dirigenti e responsabili comprendano opportunità, limiti e rischi delle tecnologie adottate.
Quale impatto avrà l’IA sul settore delle costruzioni nei prossimi anni?
L’intelligenza artificiale è destinata a diventare uno strumento sempre più diffuso nella progettazione, nel BIM, nella gestione dei cantieri, nella manutenzione delle opere e nella sicurezza sul lavoro. La sfida sarà integrare innovazione tecnologica e tutela delle persone, mantenendo sempre il controllo umano sulle decisioni più rilevanti.
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