Fabio Dattilo | Già Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

«L’evoluzione delle tecnologie costruttive richiede un aggiornamento continuo degli strumenti di prevenzione incendi. L’obiettivo resta quello di consentire l’innovazione garantendo al tempo stesso livelli adeguati di sicurezza per edifici, occupanti e soccorritori».

L’espansione del fotovoltaico negli edifici industriali, commerciali e civili ha imposto negli ultimi anni una revisione delle strategie di prevenzione incendi. Per rispondere all’evoluzione tecnologica del settore, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha pubblicato la Nota DCPREV n. 14030 del 1° settembre 2025, che aggiorna la storica guida tecnica del 2012 e definisce nuovi criteri per la progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti fotovoltaici.

La novità più rilevante riguarda l’ampliamento del campo di applicazione: oltre ai tradizionali impianti in copertura, il documento affronta in modo sistematico anche gli impianti fotovoltaici integrati nell’involucro edilizio, comprese facciate, chiusure verticali, pensiline e strutture accessorie.

Perché è stato necessario aggiornare la guida

Dal 2012 a oggi il settore ha conosciuto una crescita esponenziale sia sul piano installativo sia sotto il profilo dell’integrazione architettonica. Sempre più edifici utilizzano infatti sistemi BIPV (Building Integrated Photovoltaics), nei quali i moduli sostituiscono direttamente componenti dell’involucro edilizio. Questa evoluzione ha richiesto una valutazione più approfondita delle possibili interazioni tra produzione energetica e comportamento al fuoco dell’edificio. 

La nuova linea guida chiarisce che l’installazione di un impianto fotovoltaico in un’attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi costituisce generalmente una modifica rilevante delle condizioni di sicurezza antincendio e deve quindi essere valutata nell’ambito delle procedure previste dal Dpr 151/2011. 

Coperture: attenzione alla propagazione dell’incendio

Uno dei temi centrali riguarda il comportamento delle coperture. Secondo la guida, la presenza di moduli fotovoltaici non deve aumentare il rischio di propagazione delle fiamme né compromettere le prestazioni antincendio della stratigrafia esistente. Particolare attenzione viene posta alla classificazione BROOF, ai materiali impiegati e alla compatibilità con eventuali sistemi di evacuazione di fumo e calore.

La progettazione deve inoltre garantire adeguata accessibilità alle squadre di soccorso e limitare i rischi associati agli impianti elettrici in corrente continua durante le operazioni di spegnimento. 

Facciate fotovoltaiche e BIPV: la vera novità

L’aspetto più innovativo del documento è il riferimento esplicito agli impianti fotovoltaici integrati nelle chiusure d’ambito degli edifici. La nota specifica infatti che rientrano nel campo di applicazione anche gli impianti incorporati, con diversi livelli di integrazione, nelle facciate e negli elementi costruttivi degli edifici civili, industriali, commerciali e rurali. 

Si tratta di un passaggio importante perché riconosce formalmente la crescente diffusione del BIPV e introduce criteri progettuali finalizzati a evitare la propagazione dell’incendio lungo l’involucro verticale, uno dei temi più sensibili emersi negli ultimi anni nel dibattito internazionale sulla sicurezza delle facciate. 

Gli obiettivi di sicurezza

La guida individua alcune criticità che progettisti e operatori devono valutare attentamente:

  • possibile innesco di incendio legato all’impianto;
  • propagazione delle fiamme sulla copertura;
  • propagazione dall’esterno verso l’interno dell’edificio;
  • interferenze con i sistemi di evacuazione di fumo e calore;
  • ostacoli alle operazioni di soccorso;
  • presenza di componenti elettriche in tensione durante l’emergenza. 

L’obiettivo è garantire che il sistema fotovoltaico non produca un aggravio delle condizioni di sicurezza antincendio dell’edificio esistente.

Un passaggio cruciale per il settore

La pubblicazione della Nota DCPREV 14030/2025 arriva in una fase di accelerazione della transizione energetica e offre al mercato un quadro di riferimento aggiornato, particolarmente rilevante per progettisti, produttori di sistemi per l’involucro, installatori e imprese di costruzione. La crescente integrazione tra involucro edilizio e produzione di energia rende infatti sempre più necessario un approccio progettuale che consideri simultaneamente efficienza energetica, durabilità e sicurezza antincendio. In questo scenario la guida dei Vigili del Fuoco rappresenta uno strumento destinato a orientare le future applicazioni del fotovoltaico integrato negli edifici italiani.

La norma in sintesi | Cosa cambia per gli impianti fotovoltaici

  • Aggiornata la guida tecnica del 2012
    La Nota DCPREV n. 14030 del 1° settembre 2025 sostituisce e aggiorna il precedente documento dei Vigili del Fuoco, adeguandolo alla diffusione dei nuovi sistemi fotovoltaici e all’evoluzione delle tecnologie costruttive. 
  • Campo di applicazione ampliato
    Le indicazioni riguardano gli impianti fotovoltaici installati all’interno o a servizio di attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, comprese strutture accessorie come pergole, pensiline e tettoie.
  • Entrano ufficialmente le facciate fotovoltaiche
    Per la prima volta la guida considera gli impianti fotovoltaici integrati nelle chiusure d’ambito degli edifici, comprese facciate e sistemi BIPV (Building Integrated Photovoltaics).
  • Valutazione del rischio obbligatoria
    L’installazione di un impianto fotovoltaico in un’attività soggetta è generalmente considerata una modifica delle condizioni di sicurezza antincendio e richiede una specifica valutazione del rischio.
  • Focus sulla copertura
    I moduli fotovoltaici non devono incrementare il rischio di propagazione dell’incendio, compromettere le prestazioni della copertura o interferire con evacuatori di fumo e calore e operazioni di soccorso. 
  • Più attenzione all’involucro edilizio
    Coperture e facciate devono garantire adeguate prestazioni di reazione e resistenza al fuoco, attraverso materiali certificati, compartimentazioni e fasce di separazione progettate per limitare la propagazione delle fiamme. 
  • Obiettivo finale
    Favorire la transizione energetica senza compromettere la sicurezza antincendio degli edifici, degli occupanti e delle squadre di emergenza. 

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