Nel settore delle costruzioni, la gestione dei progetti continua a rappresentare uno dei principali fattori di criticità in termini di tempi, costi e margini. In questo scenario, l’intelligenza artificiale non è più solo una promessa tecnologica, ma una leva concreta per affrontare le complessità operative del project management edilizio.

A dirlo è una nuova ricerca internazionale di PlanRadar, piattaforma digitale per la documentazione, la comunicazione e la reportistica nei progetti edilizi, di facility management e immobiliari.

Lo studio, condotto su 1.728 professionisti in 14 Paesi tra Europa, Medio Oriente e Asia-Pacifico, analizza l’impatto dell’AI nella gestione delle modifiche progettuali e nel rispetto di tempi e budget.

AI e retention: un tema strategico per le costruzioni

Uno dei dati più significativi riguarda il capitale umano: oltre il 50% dei professionisti intervistati afferma che resterebbe più a lungo nella propria azienda se questa investisse maggiormente in intelligenza artificiale e tecnologie digitali. Un segnale chiaro in un comparto che fatica ad attrarre e trattenere competenze qualificate.

Il risultato ribalta una percezione ancora diffusa: solo il 6% degli intervistati considera l’AI una minaccia per l’occupazione, mentre la maggioranza la vede come uno strumento di supporto al lavoro quotidiano, soprattutto nelle fasi di coordinamento e controllo.

Meno burocrazia, più tempo per il progetto

La ricerca evidenzia come quasi la metà dei professionisti dell’edilizia trascorra oltre 11 ore a settimana – più di una giornata lavorativa – in attività amministrative e burocratiche che potrebbero essere ridotte grazie all’AI.

Tra coloro che già utilizzano strumenti digitali integrati con funzionalità di intelligenza artificiale:

  • oltre il 60% risparmia almeno due ore a settimana per progetto;
  • l’80% di chi lavora su piattaforme digitali centralizzate dichiara una migliore capacità di controllo dei costi e di protezione dei margini.

Dati che confermano come l’AI possa incidere direttamente sulla produttività e sulla sostenibilità economica delle commesse.

Tempi e varianti di progetto: le due grandi sfide

Il report Managing Project Changes in the Age of AI individua due criticità ricorrenti nel project management edilizio:

  • il rispetto delle tempistiche di progetto;
  • la gestione delle richieste di modifica in corso d’opera.

È proprio su questi fronti che il 58% degli intervistati ritiene che l’intelligenza artificiale possa fare la differenza, offrendo un supporto concreto in contesti ad alta complessità e con risorse limitate.

Attraverso l’analisi dei dati di progetto, l’AI consente di individuare criticità ricorrenti, anticipare impatti su costi e tempi e supportare decisioni più informate, riducendo il rischio di extra-costi e ritardi.

Il caso italiano: fiducia e integrazione dei sistemi

In Italia, le principali barriere all’adozione dell’AI nel project management non riguardano tanto il timore occupazionale, quanto:

  • Sander van de Rijdt | Cofounder e Ceo di PlanRadar

    l’accuratezza e l’affidabilità delle soluzioni AI;

  • l’integrazione con i sistemi esistenti (34%);
  • la curva di apprendimento (22%).

«I professionisti delle costruzioni non sono contrari all’AI», spiega Sander van de Rijdt, cofounder e Ceo di PlanRadar. «Chiedono strumenti affidabili, risultati su cui poter contare e la certezza che i dati di progetto restino protetti. La fiducia nell’AI è un prerequisito, non un dettaglio».

Piattaforme digitali e dati affidabili

È in questo contesto che si inseriscono piattaforme come PlanRadar, pensate per centralizzare documentazione, comunicazione e reporting in un’unica soluzione digitale. L’AI integrata analizza i dati di progetto e fornisce risposte contestualizzate, evitando raccomandazioni generiche, nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza e senza utilizzare i dati dei clienti per l’addestramento dei modelli.

Per il settore delle costruzioni, l’intelligenza artificiale non rappresenta quindi un cambio radicale dei ruoli, ma un evoluzione del project management, capace di liberare tempo, migliorare il controllo economico e rendere i progetti più governabili in un contesto sempre più complesso.

In una fase in cui il comparto è chiamato a fare i conti con margini ridotti, carenza di competenze e crescente pressione su tempi e costi, l’AI si configura sempre più come una tecnologia abilitante, non un’opzione accessoria.


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