Recupero degli alloggi pubblici vuoti

Oltre 50 milioni di euro per rimettere sul mercato abitazioni ERP ed ERS oggi vuote. La Regione Emilia-Romagna dà il via alla prima fase operativa del programma ERP Sfitto Zero, con l’obiettivo di aumentare rapidamente l’offerta di case a canone calmierato e valorizzare il patrimonio pubblico esistente.

La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato le linee attuative della Linea 1 del programma ERP Sfitto Zero, avviando un piano di interventi dedicato al recupero degli alloggi pubblici e sociali attualmente inutilizzati. L’operazione mette in campo 50,7 milioni di euro, provenienti da risorse regionali e fondi europei FESR, destinati alla ristrutturazione e alla riqualificazione del patrimonio residenziale esistente. L’iniziativa rappresenta il primo tassello del più ampio programma regionale lanciato nel 2025, che punta ad azzerare il fenomeno degli alloggi ERP sfitti e a incrementare l’offerta abitativa accessibile per lavoratori, famiglie e cittadini con redditi medio-bassi.

Recupero degli alloggi ERP: cosa prevede la Linea 1

La delibera regionale n. 1147 del 6 luglio 2026 formalizza gli elenchi degli interventi ritenuti idonei e definisce il percorso operativo per Comuni e ACER coinvolti nel programma. Le risorse serviranno in particolare a:

  • recuperare alloggi ERP comunali attualmente sfitti e inutilizzati perché necessitano di interventi significativi di manutenzione;
  • riqualificare unità immobiliari comunali non censite come ERP ma recuperabili a fini residenziali;
  • riportare sul mercato abitativo alloggi di proprietà ACER oggi non assegnabili a causa delle condizioni manutentive.

La misura è accompagnata dalla definizione dei canoni calmierati e da uno schema di regolamento tipo che guiderà i Comuni nell’assegnazione delle abitazioni ai cittadini aventi diritto.

Un piano da 300 milioni per l’emergenza abitativa

La Linea 1 si inserisce nel più ampio Piano ERP Sfitto Zero, presentato dalla Regione Emilia-Romagna nel giugno 2025. Il programma complessivo prevede investimenti fino a 300 milioni di euro, di cui 200 milioni attraverso un finanziamento agevolato della Banca Europea per gli Investimenti e 100 milioni di risorse regionali. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato recuperare circa 3.500 appartamenti pubblici oggi non assegnabili, dall’altro migliorare le prestazioni energetiche del patrimonio ERP esistente. Secondo la Regione, il tema della casa è diventato sempre più centrale anche in un territorio economicamente dinamico come l’Emilia-Romagna, dove la crescita della domanda abitativa sta rendendo difficile l’accesso al mercato degli affitti per numerose categorie di cittadini.

Le prossime fasi: Linee 2A e 2B

Con l’avvio della Linea 1 prende forma la prima fase operativa del programma, mentre resta demandata a un successivo provvedimento l’attivazione delle Linee 2A e 2B, dedicate al recupero e alla riqualificazione di fabbricati ERP e di altri immobili destinabili a edilizia residenziale pubblica e sociale. Il finanziamento di queste fasi sarà sostenuto anche attraverso il mutuo BEI previsto dal piano regionale. Le Linee 2 avranno un focus più ampio rispetto al semplice recupero degli alloggi sfitti, comprendendo interventi di efficientamento energetico, superamento delle barriere architettoniche e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico.

Un’opportunità per il settore delle costruzioni

Dal punto di vista della filiera delle costruzioni, ERP Sfitto Zero rappresenta un’importante leva di mercato. Il programma concentra infatti gli investimenti sul recupero dell’esistente, tema sempre più strategico per il comparto edilizio, con interventi che spaziano dalla manutenzione straordinaria alla riqualificazione energetica e funzionale degli edifici. L’approccio adottato dalla Regione punta inoltre a limitare il consumo di suolo, privilegiando la valorizzazione del patrimonio già costruito e accelerando la disponibilità di nuove abitazioni attraverso il recupero di immobili oggi inutilizzati. Un modello che potrebbe diventare un riferimento anche per altre amministrazioni regionali impegnate ad affrontare l’emergenza abitativa e la rigenerazione urbana.


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