Efficienza energetica nell’housing pubblico, il mercato vale molto più delle risorse disponibili

La risposta del mercato alle opportunità offerte dal Pnrr per la riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale pubblica è andata oltre le aspettative. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha infatti pubblicato gli esiti della misura M7-I17 del capitolo REPowerEU, finanziando 124 richieste per un valore complessivo delle sovvenzioni pari a 1.569.952.000 euro. I dati mostrano tuttavia un elemento ancora più significativo: il fabbisogno di riqualificazione energetica del patrimonio ERP nazionale supera ampiamente le risorse disponibili. Oltre ai progetti finanziati, infatti, risultano 15 richieste rigettate e soprattutto 147 istanze rimaste senza copertura finanziaria a causa dell’esaurimento del contingente disponibile. In totale il GSE ha esaminato 286 richieste, confermando la forte domanda di investimenti per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici pubblici destinati alle famiglie più vulnerabili. 

La misura del Pnrr destinata all’edilizia residenziale pubblica

La misura M7-I17 nasce nell’ambito di REPowerEU con l’obiettivo di sostenere la ristrutturazione energetica del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e contrastare la povertà energetica. Lo strumento finanzia interventi in grado di conseguire una riduzione media dei consumi di energia primaria pari ad almeno il 30%. Il meccanismo prevede:

  • una componente a fondo perduto gestita dal GSE;
  • una componente finanziaria facoltativa gestita da Cassa Depositi e Prestiti;

La sovvenzione pubblica può coprire fino al 65% dell’investimento complessivo, mentre il restante 35% può essere sostenuto tramite finanziamenti dedicati. 

Da 1,3 a 1,57 miliardi: come sono aumentate le risorse

Quando il 28 maggio 2026 il contatore delle domande aveva raggiunto il limite previsto, la disponibilità finanziaria della misura risultava pari a circa 1,318 miliardi di euro. Successivamente il Governo, nell’ambito della revisione del Pnrr, aveva annunciato ulteriori 200 milioni di euro per consentire lo scorrimento di parte delle richieste ammissibili rimaste escluse. L’importo complessivamente assegnato dal GSE raggiunge oggi quasi 1,57 miliardi di euro, segnale di un rafforzamento della misura e della volontà di sostenere un numero maggiore di interventi. Tuttavia la documentazione pubblicata non chiarisce nel dettaglio il percorso che ha portato dall’originaria dotazione al valore finale delle sovvenzioni assegnate. 

Un segnale importante per il settore delle costruzioni

L’aspetto forse più interessante per il comparto delle costruzioni riguarda la dimensione potenziale degli investimenti. Le 124 richieste finanziate corrispondono infatti a una spesa ammissibile complessiva di circa 2,42 miliardi di euro, valore significativamente superiore alle sole sovvenzioni riconosciute. Questo significa che il programma attiverà un volume rilevante di lavori in ambiti quali:

  • isolamento termico dell’involucro;
  • sostituzione degli impianti;
  • sistemi di produzione da fonti rinnovabili;
  • miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici;
  • digitalizzazione e monitoraggio dei consumi. 

Per imprese, progettisti, Esco e operatori della filiera dell’efficienza energetica, la misura rappresenta quindi uno dei più importanti programmi nazionali dedicati alla riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico. 

I NUMERI DELLA MISURA M7-I17

Domande presentate e risultati

VoceNumero
Richieste finanziate124
Richieste rigettate15
Richieste senza copertura147
Totale richieste286

Fonte: GSE. 

Risorse economiche

IndicatoreValore
Sovvenzioni assegnate1,57 miliardi €
Spesa ammissibile attivata2,42 miliardi €
Dotazione iniziale disponibile1,318 miliardi €
Rifinanziamento annunciato200 milioni €

Fonte: GSE e documentazione della misura M7-I17.

Le richieste escluse indicano un fabbisogno ancora aperto

La pubblicazione dell’elenco delle 147 richieste non finanziate non ha solo finalità di trasparenza. Il GSE precisa infatti che tali istanze sono state rese pubbliche anche in vista del possibile reperimento di ulteriori risorse. L’esclusione non deriva necessariamente da carenze tecniche o amministrative dei progetti, ma dall’esaurimento dei fondi disponibili prima del completamento delle istruttorie. Si tratta di un elemento rilevante perché lascia aperta la possibilità di un futuro scorrimento delle graduatorie qualora vengano individuate nuove coperture finanziarie. 

La sfida dell’ERP tra decarbonizzazione e contrasto alla povertà energetica

L’investimento si inserisce in una strategia europea che punta a migliorare l’efficienza energetica degli edifici residenziali occupati da famiglie a basso reddito, riducendo consumi e costi energetici. La misura è infatti concepita come uno strumento contro la povertà energetica e mira a generare benefici ambientali, economici e sociali. Per il settore delle costruzioni il messaggio è chiaro: la domanda di riqualificazione energetica dell’edilizia pubblica resta enorme e il numero di progetti rimasti senza copertura finanziaria dimostra come il mercato disponga già oggi di una pipeline di interventi ben più ampia delle risorse attualmente disponibili. 


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