Una rivoluzione per edilizia e infrastrutture

La sicurezza sul lavoro passa sempre più spesso dall’innovazione tecnologica. Tra le soluzioni che stanno trovando applicazione concreta nei cantieri e nelle attività industriali figurano i droni, ormai utilizzati non soltanto per rilievi topografici e monitoraggi ambientali, ma anche per controlli ispettivi e verifiche di sicurezza.

Un recente progetto avviato dallo Spisal dell’Ulss 6 Euganea di Padova impiega sistemi a pilotaggio remoto per effettuare controlli sulle coperture e nelle zone più difficili da raggiungere dei cantieri, riducendo l’esposizione degli operatori ai rischi legati alle attività in quota. L’iniziativa conferma una tendenza già in atto nel settore delle costruzioni: affidare ai droni le attività più pericolose o complesse, lasciando agli operatori l’analisi delle immagini e dei dati raccolti a distanza.

Meno esposizione al rischio, più qualità dei controlli: è questa la frontiera della sicurezza nei cantieri supportata dai droni.

L’indicazione arriva anche da Inail

La fonte istituzionale più autorevole sul tema è l’Inail, che negli ultimi anni ha sviluppato studi, linee operative e documenti tecnici dedicati all’impiego dei sistemi aeromobili a pilotaggio remoto nelle attività di ispezione e controllo. In particolare, una pubblicazione del Dipartimento Innovazioni Tecnologiche dell’Inail evidenzia come l’utilizzo dei droni permetta di ottimizzare tempi, costi e condizioni di sicurezza durante le ispezioni di impianti e attrezzature industriali, mantenendo elevati standard qualitativi di verifica. L’Istituto sottolinea che i droni consentono di limitare o eliminare la necessità di ponteggi, piattaforme elevabili e accessi in quota durante le attività ispettive, con evidenti benefici per la prevenzione degli infortuni.

Dove trovano impiego nei cantieri

Nel settore delle costruzioni le applicazioni stanno aumentando rapidamente. I droni possono essere utilizzati per:

  • controllo delle coperture;
  • verifica di parapetti e sistemi anticaduta;
  • monitoraggio dell’avanzamento lavori;
  • ispezione di ponti e viadotti;
  • rilievi fotogrammetrici;
  • verifica di facciate e involucri edilizi;
  • monitoraggio di opere infrastrutturali;
  • documentazione fotografica a fini ispettivi. 

La loro diffusione è legata soprattutto alla possibilità di sostituire attività che tradizionalmente richiedevano la presenza fisica di personale in condizioni operative critiche. Le cadute dall’alto continuano infatti a rappresentare una delle principali cause di infortunio grave e mortale nel comparto delle costruzioni. Proprio per questo l’impiego di tecnologie che riducono l’accesso diretto alle coperture può avere effetti significativi sulla prevenzione.

Non solo edilizia: spazi confinati e impianti industriali

Uno degli ambiti più promettenti riguarda le ispezioni in ambienti confinati e negli impianti industriali. L’Inail considera finanziabili anche progetti basati sull’acquisto di sistemi robotizzati e droni destinati all’accesso e alle ispezioni in ambienti confinati o sospetti di inquinamento, con l’obiettivo di ridurre i rischi di intossicazione, asfissia, incendio ed esplosione. Secondo l’Istituto, queste tecnologie possono contribuire in modo significativo a limitare l’esposizione dei lavoratori a contesti particolarmente pericolosi, migliorando al tempo stesso l’efficacia dei controlli. 

Droni e controlli non distruttivi

Le applicazioni stanno crescendo anche nel campo delle ispezioni industriali avanzate. Nel 2025 l’Inail ha pubblicato una procedura operativa dedicata all’esame visivo di attrezzature a pressione mediante sistemi aeromobili a pilotaggio remoto, evidenziando i vantaggi in termini di efficienza e sicurezza per i lavoratori. Il tema è stato inoltre al centro del convegno “Ispezioni con sistemi a pilotaggio remoto”, organizzato da Inail e AIPnD, che ha evidenziato il contributo dei droni nella riduzione dell’esposizione a spazi confinati, ambienti contaminati e lavori in quota. 

Il quadro normativo

Sul fronte regolatorio il riferimento è l’Enac, che recepisce e applica in Italia il quadro normativo europeo definito dai regolamenti Ue 2019/947 e 2019/945 relativi ai sistemi aeromobili senza pilota. Le operazioni professionali vengono classificate secondo livelli di rischio differenti e richiedono competenze, autorizzazioni e procedure specifiche in funzione delle attività svolte. Per le imprese delle costruzioni ciò significa integrare le competenze tradizionali con nuove professionalità legate alla gestione dei dati, al pilotaggio remoto e all’analisi delle informazioni raccolte dai sensori.

Dal monitoraggio alla prevenzione

L’aspetto più interessante per il settore delle costruzioni è che i droni stanno progressivamente passando dalla funzione di semplice strumento di rilievo a quella di supporto alla prevenzione. Le telecamere ad alta risoluzione, i sensori termici e i sistemi di acquisizione dati consentono di individuare situazioni di rischio, anomalie strutturali o criticità operative prima che possano trasformarsi in incidenti o fermate di cantiere. Per questo motivo molte amministrazioni pubbliche, gestori infrastrutturali e imprese stanno inserendo i sistemi Uas all’interno delle proprie strategie di gestione della sicurezza. La direzione appare ormai tracciata: nei prossimi anni i droni saranno sempre più presenti nei cantieri italiani, non soltanto come strumenti di rilievo, ma come veri alleati della sicurezza e della prevenzione.

Cosa possono fare i droni per la sicurezza

  • Ispezionare coperture senza esporre operatori al rischio di caduta
  • Monitorare ponteggi e sistemi anticaduta
  • Controllare infrastrutture e opere civili
  • Operare in ambienti confinati
  • Effettuare controlli non distruttivi
  • Ridurre tempi e costi delle ispezioni
  • Migliorare la raccolta di prove fotografiche e documentali
  • Supportare attività ispettive di enti e aziende.

Leggi su WeLight: I droni in edilizia, dove è pericoloso mandare una persona


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