Novità per il settore delle costruzioni dal Dl Infrastrutture. Nel corso dell’esame del disegno di legge di conversione, il Senato ha approvato una disposizione che introduce la possibilità di sospendere temporaneamente il recupero dell’anticipazione del prezzo nei contratti pubblici di lavori in fase di esecuzione. La misura è stata accolta positivamente dall’Ance, che da tempo sollecitava interventi a sostegno della liquidità delle imprese impegnate nei cantieri pubblici.

Cosa prevede la norma

L’articolo 1-bis interviene sulla disciplina prevista dall’articolo 125 del Decreto Legislativo 36/2023, il nuovo Codice dei contratti pubblici, introducendo una deroga temporanea legata alle difficoltà di approvvigionamento e agli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione, dei carburanti e dei prodotti energetici causati dalle attuali tensioni geopolitiche nell’area mediorientale.

In particolare, per gli appalti pubblici di lavori già in corso di esecuzione, le stazioni appaltanti potranno sospendere il recupero dell’anticipazione del prezzo erogata all’appaltatore. La sospensione potrà essere concessa esclusivamente su richiesta dell’impresa e per il tempo strettamente necessario, comunque non oltre il 31 dicembre 2026. 

Le condizioni per l’applicazione

La disposizione stabilisce requisiti precisi per l’accesso al beneficio:

  • riguarda esclusivamente gli appalti pubblici di lavori in corso di esecuzione;
  • deve essere richiesta dall’appaltatore;
  • non opera automaticamente;
  • ha carattere temporaneo e non può superare il 31 dicembre 2026;
  • può essere applicata nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente;
  • non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 

La misura rappresenta una deroga alla disciplina ordinaria, che prevede il recupero progressivo delle somme anticipate attraverso trattenute effettuate sui successivi Stati di Avanzamento Lavori (SAL).

Esclusi gli interventi finanziati con il Pnrr

La sospensione del recupero dell’anticipazione non sarà applicabile agli interventi finanziati, anche solo in parte, con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Si tratta di uno degli aspetti più discussi della norma, sul quale Ance ha già annunciato l’intenzione di promuovere ulteriori iniziative per superare questa limitazione in un prossimo provvedimento legislativo. 

Un sostegno alla liquidità delle imprese

Secondo l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, il nuovo meccanismo può contribuire a sostenere finanziariamente le imprese impegnate nei lavori pubblici, particolarmente esposte agli extracosti derivanti dall’aumento dei prezzi dei materiali, dell’energia e dei carburanti. La sospensione temporanea del recupero dell’anticipazione consente infatti di mantenere maggiore liquidità all’interno delle aziende durante l’esecuzione delle opere. 

Attesa per l’entrata in vigore

La disposizione entrerà ufficialmente in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del Dl Infrastrutture. Solo da quel momento le stazioni appaltanti potranno applicare la nuova facoltà prevista dall’articolo 1-bis.


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