Le imprese cercano personale, ma faticano a trovarlo. È il paradosso che continua a caratterizzare il mercato del lavoro nelle costruzioni, uno dei comparti più interessati dalle trasformazioni tecnologiche, digitali ed energetiche in corso. Da una parte cresce il fabbisogno di profili qualificati; dall’altra resta elevato il mismatch tra le competenze richieste dalle aziende e quelle effettivamente disponibili sul mercato. A fotografare il fenomeno sono i dati di FondItalia, il Fondo interprofessionale promosso da UGL e FederTerziario, che dal 2009 a oggi ha finanziato nel settore costruzioni 2.142 progetti formativi per un valore superiore a 16 milioni di euro, coinvolgendo 29.994 lavoratori.

Oltre 16 milioni investiti nella formazione

Il bacino di riferimento del Fondo comprende 10.070 imprese aderenti del comparto edilizia-costruzioni e 52.582 dipendenti. Numeri che testimoniano uno sforzo significativo per sostenere la qualificazione professionale e accompagnare l’evoluzione delle competenze richieste dal mercato. L’investimento nella formazione ha permesso alle aziende di aggiornare i propri addetti su sicurezza, organizzazione di cantiere, innovazione tecnologica ed efficientamento energetico, temi sempre più centrali nella filiera delle costruzioni.

Lombardia prima per progetti, Puglia leader per contributi

L’analisi territoriale evidenzia dinamiche interessanti. La Lombardia guida la classifica per numero di iniziative finanziate, con 641 progetti, pari al 29,93% del totale, che hanno coinvolto 10.059 lavoratori per un valore di circa 2,9 milioni di euro. La Puglia si colloca al secondo posto con 467 progetti e 6.743 lavoratori coinvolti, ma risulta prima per entità dei contributi erogati, pari a oltre 4,19 milioni di euro.

Seguono:

  • Campania: 214 progetti;
  • Sicilia: 209 progetti;
  • Piemonte: 141 progetti;
  • Marche: 108 progetti;
  • Toscana: 103 progetti;
  • Emilia-Romagna: 89 progetti;
  • Lazio e Veneto: 70 progetti ciascuno.

Il mismatch continua a frenare la crescita

Nonostante gli investimenti realizzati, il divario tra domanda e offerta di lavoro continua a rappresentare uno dei principali ostacoli allo sviluppo del settore. «I numeri del comparto costruzioni mostrano con chiarezza quanto la formazione continua rappresenti una leva concreta per accompagnare l’evoluzione delle imprese e del lavoro», osserva Egidio Sangue, direttore di FondItalia. «Oggi la sfida è ancora più complessa: non si tratta soltanto di formare più persone, ma di formarle sulle competenze che servono realmente alle imprese e che serviranno nei prossimi anni».

Egidio Sangue, direttore di FondItalia. Dal 2009 il Fondo interprofessionale ha finanziato nel comparto delle costruzioni oltre 2.100 progetti formativi, coinvolgendo quasi 30mila lavoratori e sostenendo lo sviluppo delle competenze necessarie per affrontare le sfide della transizione digitale, energetica e organizzativa del settore.
Egidio Sangue, direttore di FondItalia. Dal 2009 il Fondo interprofessionale ha finanziato nel comparto delle costruzioni oltre 2.100 progetti formativi, coinvolgendo quasi 30mila lavoratori e sostenendo lo sviluppo delle competenze necessarie per affrontare le sfide della transizione digitale, energetica e organizzativa del settore.

I dati Excelsior: una posizione su due resta scoperta

Le difficoltà emergono chiaramente anche dalle rilevazioni del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro. Ad agosto 2026 le imprese delle costruzioni prevedevano circa 26mila nuovi ingressi, ma il 52,7% delle figure ricercate risultava difficile da reperire. A luglio il dato aveva addirittura raggiunto il 62,6%, collocando il settore tra quelli con le maggiori criticità occupazionali. Particolarmente critica la situazione per gli addetti alle rifiniture delle costruzioni, per i quali la difficoltà di reperimento raggiunge il 75,6% delle richieste.

Le competenze richieste dal cantiere del futuro

La trasformazione del settore sta modificando profondamente i profili professionali richiesti dalle imprese. La domanda interesserà soprattutto:

  • operai specializzati;
  • addetti alla manutenzione;
  • specialisti delle rifiniture;
  • tecnici di cantiere;
  • ingegneri civili;
  • professionisti della gestione digitale dei processi edilizi.

Parallelamente, acquistano peso crescente le competenze legate alla transizione ecologica: efficientamento energetico, fonti rinnovabili, sostenibilità ambientale, protocolli ESG e nuove normative rappresentano ormai conoscenze indispensabili per molte figure professionali della filiera.

Formazione, infrastruttura strategica

Per il settore delle costruzioni il tema non riguarda soltanto l’occupazione. La disponibilità di competenze adeguate è sempre più un fattore competitivo per la capacità delle imprese di realizzare opere complesse, adottare nuove tecnologie e rispondere agli obiettivi della transizione energetica. In questo scenario, la collaborazione tra imprese, parti sociali, enti formativi e istituzioni diventa una condizione essenziale per anticipare i fabbisogni professionali e trasformarli in percorsi di formazione realmente efficaci.

I numeri della formazione nelle costruzioni

  • 29.994 lavoratori formati dal 2009 a oggi.
  • 2.142 progetti finanziati.
  • Oltre 16 milioni di euro stanziati.
  • 10.070 imprese aderenti a FondItalia nel settore costruzioni.
  • 52.582 dipendenti appartenenti alle aziende aderenti.
  • 52,7% delle assunzioni difficili da reperire ad agosto 2026.
  • 75,6% di difficoltà di reperimento per gli addetti alle rifiniture.

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