Oltre 5.400 metri quadrati di coperture, distribuiti su dodici edifici residenziali, sono al centro di un intervento di riqualificazione che mette la durabilità e l’economia circolare al servizio della gestione del patrimonio immobiliare pubblico. A Halmstad, nel sud della Svezia, la società immobiliare municipale HFAB ha scelto la membrana Derbigum NT per il complesso residenziale di Mickedala, con l’obiettivo di coniugare prestazioni tecniche, lunga durata e riduzione dell’impatto ambientale.
Per chi gestisce un patrimonio edilizio pubblico, infatti, la sostenibilità non si esaurisce nella riduzione delle emissioni associate a un singolo intervento. Significa soprattutto garantire agli edifici efficienza e valore nel tempo, limitando la necessità di manutenzioni, sostituzioni e consumo di nuove risorse. È questa la logica che ha guidato la scelta della membrana Derbigum NT.
L’intervento in zona residenziale con coperture Derbigum
Una membrana progettata secondo i principi dell’economia circolare
Derbigum NT è una membrana impermeabile sviluppata secondo i principi dell’economia circolare. Il prodotto contiene il 25% di bitume riciclato, è completamente riciclabile a fine vita ed è certificato EPD.
A queste caratteristiche si aggiunge la protezione dai raggi UV, garantita dallo strato in velo vetro che costituisce parte della doppia armatura della membrana. Questa configurazione assicura un’elevata resistenza all’invecchiamento, contribuendo a ridurre la frequenza degli interventi manutentivi.
La sostenibilità della soluzione, quindi, non riguarda esclusivamente la composizione del materiale, ma considera l’intero ciclo di vita della copertura, dalla produzione alla fase di utilizzo fino al recupero a fine vita.
La città come risorsa per l’economia circolare
La scelta di materiali come Derbigum NT consente a HFAB di puntare non solo sulla longevità delle proprie coperture, ma anche sulla riduzione dell’impatto ambientale attraverso il riutilizzo dei materiali e la diminuzione degli sprechi.
È proprio questo uno dei principi alla base dell’approccio sviluppato da Derbigum: trasformare le coperture degli edifici da semplice elemento costruttivo a fonte di nuove materie prime. Le membrane bituminose giunte a fine vita, anziché essere destinate allo smaltimento, vengono recuperate e rigenerate attraverso la tecnologia proprietaria Novitumen, per essere reintrodotte nel processo produttivo e utilizzate nella realizzazione di nuove membrane.
In questa prospettiva, la città può essere considerata una vera e propria miniera diffusa di materiali, nella quale le risorse già presenti negli edifici vengono recuperate, valorizzate e nuovamente immesse nei cicli produttivi.
Derbigum, oltre trent’anni di riciclo delle membrane bituminose
L’approccio all’economia circolare non rappresenta per Derbigum un tema recente. L’azienda lavora sul riciclo delle membrane bituminose da oltre trent’anni e già negli anni Novanta aveva sviluppato un sistema proprietario per il recupero delle membrane esauste, denominato Derbitumen.
Una strategia che ha anticipato alcuni dei temi oggi centrali nelle politiche di decarbonizzazione del settore delle costruzioni e che continua a essere sviluppata attraverso nuovi investimenti industriali.
In quest’ottica si inserisce il piano previsto nello stabilimento belga di Perwez, dove sono stati programmati 5 milioni di euro di investimenti nel biennio 2026-2027. Le risorse saranno destinate alla realizzazione di nuove unità di riciclo progettate internamente e all’ampliamento delle linee produttive.
L’obiettivo è sostenere la crescita della tecnologia Novitumen e accelerare ulteriormente la transizione verso un modello industriale basato sulla circolarità delle risorse.
Meno sostituzioni, meno consumo di risorse
Per Derbigum, tuttavia, la sostenibilità di una copertura non può essere valutata soltanto in funzione della quantità di materiale riciclato utilizzato. Un altro elemento determinante è infatti la durabilità del sistema.
Una copertura capace di mantenere a lungo le proprie prestazioni consente di ridurre la necessità di sostituzioni e, di conseguenza, il consumo di materie prime, energia e risorse necessario per produrre e installare nuovi materiali.
Il tema della durata è stato recentemente oggetto di una valutazione del British Board of Agrément (BBA), organismo indipendente britannico. Secondo la valutazione, le membrane Derbigum hanno un’aspettativa di vita superiore ai 50 anni quando vengono installate secondo le specifiche tecniche.
Nel progetto di Mickedala, quindi, la scelta della membrana si inserisce in una strategia più ampia, nella quale durabilità, manutenzione, riciclo e recupero dei materiali concorrono alla sostenibilità complessiva della copertura.
Franco Villa | Country Manager di Derbigum Italia
Franco Villa | Country Manager di Derbigum Italia
«L’intervento di Halmstad dimostra che oggi la sostenibilità si costruisce lungo tutto il ciclo di vita di un edificio. Dai tetti recuperiamo materiali che tornano a nuova vita attraverso un processo circolare e una copertura che dura oltre cinquant’anni significa meno consumo di risorse, meno rifiuti e meno emissioni nel tempo. Con le nostre membrane non stiamo semplicemente innovando, ma ripensando il modello produttivo delle impermeabilizzazioni, dimostrando che sostenibilità e performance possono crescere insieme».