Il nuovo presidente dell’Ance richiama l’attenzione sulle criticità che stanno interessando il comparto delle costruzioni. Tra le priorità indicate: attuazione del Piano Casa, stabilizzazione degli incentivi per la riqualificazione energetica e sismica e continuità degli investimenti pubblici.

Antonio Ciucci, ingegnere romano e presidente-amministratore delegato di Ircop, è stato eletto all'unanimità presidente nazionale dell'Ance. Dopo la guida di Ance Roma-Acer e numerosi incarichi associativi nel sistema dei costruttori, assume la presidenza dell'associazione in una fase cruciale per il settore delle costruzioni, tra PNRR, innovazione tecnologica, sostenibilità e rilancio degli investimenti infrastrutturali.
Antonio Ciucci, Presidente nazionale dell’Ance. 

Il settore delle costruzioni continua a confrontarsi con l’aumento dei costi delle materie prime e con le conseguenze di uno scenario geopolitico caratterizzato da forte instabilità. Una situazione che rischia di comprimere la redditività delle imprese e di rallentare gli investimenti in una fase strategica per il mercato italiano delle costruzioni. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Ance, Antonio Ciucci, che evidenzia la necessità di adottare rapidamente misure in grado di sostenere il comparto. Secondo il numero uno dell’Associazione nazionale costruttori edili, il settore ha bisogno di un quadro normativo stabile e di strumenti capaci di offrire prospettive di medio e lungo periodo alle imprese. Tra le priorità figurano l’attuazione efficace del Piano Casa 2026, il rafforzamento degli investimenti pubblici e privati e la definizione di incentivi permanenti per la riqualificazione energetica e sismica del patrimonio edilizio.

L’impatto del caro materiali

Il tema dei rincari continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni per le imprese di costruzione. L’incremento dei prezzi delle materie prime, unito alle tensioni internazionali e alla volatilità dei mercati energetici, rende più complessa la programmazione degli investimenti e la sostenibilità economica di molti interventi edilizi. Per l’Ance, diventa quindi fondamentale garantire meccanismi che consentano alle aziende di assorbire gli aumenti dei costi senza compromettere la realizzazione delle opere e la competitività dell’intera filiera delle costruzioni.

Incentivi stabili per la riqualificazione

Tra i temi centrali indicati da Ciucci emerge la necessità di superare la logica delle misure temporanee e discontinue. La richiesta dell’associazione è quella di introdurre un sistema stabile di incentivi dedicati all’efficientamento energetico e alla messa in sicurezza sismica degli edifici. La sfida appare particolarmente rilevante in un Paese caratterizzato da un patrimonio immobiliare spesso datato e da elevate vulnerabilità sismiche ed energetiche. Incentivi strutturali consentirebbero infatti di programmare gli interventi nel tempo, favorendo la transizione energetica e migliorando la qualità e la sicurezza delle abitazioni.

Piano Casa e rigenerazione urbana

L’altro tassello considerato strategico riguarda l’attuazione del Piano Casa. Secondo Ance, il programma può rappresentare una risposta importante all’emergenza abitativa, purché venga accompagnato da procedure semplificate, adeguate risorse finanziarie e una maggiore capacità operativa delle amministrazioni pubbliche. Ciucci sottolinea inoltre la necessità di favorire interventi di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale sociale, valorizzando il patrimonio esistente e promuovendo partenariati tra pubblico e privato. Un approccio che consentirebbe di affrontare contemporaneamente le esigenze abitative, ambientali e sociali dei territori.

Oltre il Pnrr

Tra gli aspetti positivi, il presidente Ance promuove il modello adottato per la gestione del Pnrr, auspicando che metodi analoghi possano essere utilizzati anche per i fondi europei ancora disponibili. La continuità degli investimenti viene infatti considerata una condizione essenziale per evitare brusche frenate del mercato una volta conclusa la stagione delle opere finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per il settore delle costruzioni, la prospettiva indicata dall’associazione passa dunque attraverso tre parole chiave: programmazione, stabilità e semplificazione. Elementi ritenuti indispensabili per sostenere la competitività delle imprese, accelerare la transizione ecologica e garantire interventi diffusi sul patrimonio edilizio nazionale.


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