«Costi energetici fuori controllo»

L’impennata dei prezzi del gas torna a preoccupare l’industria italiana. A lanciare l’allarme è Augusto Ciarrocchi, presidente di Confindustria Ceramica, che evidenzia come l’attuale scenario energetico rischi di compromettere la competitività internazionale delle imprese ceramiche e, più in generale, dell’intera manifattura energivora. Secondo Ciarrocchi, con il gas stabilmente sopra i 70 euro/MWh, produrre in Italia rischia di diventare economicamente insostenibile. Il presidente dell’associazione sottolinea inoltre come il costo dell’energia sia oggi circa il doppio rispetto ai livelli precedenti alle recenti tensioni geopolitiche che hanno interessato lo Stretto di Hormuz, mentre diversi competitor internazionali possono contare su condizioni energetiche più favorevoli.

Decreto Bollette e differenziale PSV-TTF

Tra le richieste avanzate da Confindustria Ceramica vi è la piena attuazione delle misure previste dal Decreto Bollette, con particolare riferimento al servizio di liquidità finalizzato a ridurre il differenziale di costo tra il mercato italiano del gas (PSV) e quello europeo (TTF). Secondo l’associazione, questo squilibrio continua infatti a penalizzare l’industria nazionale rispetto ai concorrenti europei, incidendo direttamente sui costi di produzione e sulla capacità di competere sui mercati internazionali.

ETS e costo della CO₂: serve una revisione

Altro tema centrale riguarda il sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS). Per il settore ceramico, l’aumento del prezzo del gas trascina con sé anche il costo della CO₂, trasformando uno strumento nato per accompagnare la transizione ecologica in un ulteriore fattore di pressione economica. Confindustria Ceramica ritiene quindi prioritaria una revisione dei benchmark combustibile utilizzati per l’assegnazione delle quote gratuite, affinché riflettano meglio le specificità tecnologiche dei processi produttivi e scongiurino il rischio di delocalizzazione industriale.

Inverno 2026: timori per gli approvvigionamenti

Le preoccupazioni non riguardano soltanto i prezzi. L’associazione guarda con attenzione anche alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici in vista della stagione invernale. A destare preoccupazione sono l’incertezza geopolitica, la volatilità dei mercati e il livello degli stoccaggi europei, considerato inferiore rispetto agli anni precedenti. A questo si aggiunge la riduzione delle forniture legate al gas russo, con possibili ripercussioni sulla disponibilità di GNL per il mercato europeo. Per questo motivo Confindustria Ceramica sostiene la necessità di rafforzare i meccanismi di interrompibilità tecnica del gas, considerati uno strumento importante per garantire la sicurezza del sistema nei momenti di maggiore tensione.

Competitività e transizione energetica

Per il presidente Ciarrocchi non basta affrontare l’emergenza. Occorre costruire strumenti strutturali che consentano alle imprese ad alto consumo di gas di accedere a forniture energetiche competitive nel lungo periodo. “L’Europa deve scegliere se difendere la propria industria mentre affronta la transizione oppure accettare che produzione, investimenti e occupazione si spostino fuori dai suoi confini”, è il messaggio lanciato dal presidente di Confindustria Ceramica, che ribadisce come il settore non chieda meno ambizione climatica, ma regole capaci di coniugare sostenibilità e competitività.

Il tema al centro di Cersaie 2026

La questione energetica sarà anche il filo conduttore del convegno inaugurale di Cersaie 2026, in programma il 21 settembre a Bologna, dedicato al tema “Energia sostenibile per la competitività”. Un appuntamento che si preannuncia centrale per il confronto tra industria, istituzioni e operatori della filiera delle costruzioni su uno dei temi più strategici per il futuro della manifattura italiana.


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