Apre la Fabbrica del Castello: quattro anni di cantiere per il simbolo di Ferrara
È ufficialmente partito il cantiere che porterà al recupero strutturale e funzionale del Castello Estense, il monumento più rappresentativo di Ferrara e uno dei principali attrattori culturali dell’Emilia-Romagna. L’intervento, presentato il 29 settembre 2026, prevede opere di riparazione post-sisma, miglioramento strutturale, restauro e rifunzionalizzazione degli spazi museali, con conclusione programmata per il 31 agosto 2030. La data della presentazione non è casuale: il 29 settembre coincide infatti con l’anniversario della posa della prima pietra della fortezza estense, avvenuta nel 1385 su progetto dell’architetto Bartolino da Novara per volontà della famiglia d’Este.


Un investimento da oltre 16 milioni per il recupero post-sisma
L’operazione mobilita risorse per oltre 16,2 milioni di euro destinate a sanare i danni provocati dal terremoto del maggio 2012 e a migliorare le condizioni di conservazione e fruizione del complesso monumentale. Il finanziamento è garantito dal Ministero della Cultura, dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Ferrara, proprietaria dell’immobile. L’intervento rientra sia nel Programma regionale delle opere pubbliche per i beni culturali colpiti dal sisma sia nel Piano Strategico Grandi Progetti Beni Culturali promosso dal ministero. Determinante è stata la revisione del quadro economico avvenuta nel 2024, quando le tre istituzioni hanno ricostituito il budget originario attraverso nuovi stanziamenti: 3 milioni di euro dal Ministero della Cultura, 3 milioni dalla Regione Emilia-Romagna e 1 milione dalla Provincia, che si aggiungono ai 2,5 milioni provenienti dagli indennizzi assicurativi legati agli eventi sismici.

Miglioramento sismico e nuovi percorsi museali
Dal punto di vista tecnico, il progetto interessa l’intero secondo piano del castello e prevede il completo rifacimento delle coperture e dei solai, oltre alla riparazione delle lesioni e dei danni accumulati nel tempo, con particolare attenzione agli effetti del terremoto del 2012. L’obiettivo non è soltanto conservativo. Gli interventi consentiranno infatti di migliorare il comportamento sismico del complesso e di adeguare gli impianti tecnologici alle nuove esigenze museali. Una volta conclusi i lavori, il secondo piano ospiterà nuovi spazi espositivi e percorsi di visita ampliati, rafforzando il ruolo del Castello Estense come polo culturale e turistico della città.
Un cantiere che non chiuderà il monumento
Uno degli aspetti più significativi dell’operazione riguarda la gestione del cantiere. Le attività saranno organizzate per fasi successive, interessando progressivamente le diverse ali dell’edificio e mantenendo, per quanto possibile, la continuità delle funzioni museali e delle iniziative culturali. Secondo il progetto esecutivo, la fruizione pubblica del monumento dovrà convivere con le lavorazioni, garantendo allo stesso tempo elevati standard di sicurezza per visitatori e operatori. Una scelta che punta a trasformare il cantiere in un’occasione di conoscenza del patrimonio storico piuttosto che in una semplice parentesi di chiusura e limitazione dell’accesso.
Il raggruppamento guidato da Lares
I lavori sono stati affidati a un Raggruppamento Temporaneo di Imprese guidato dalla società veneziana Lares – Lavori di Restauro. Del team fanno parte anche VF Costruzioni e Restauri, Lithos e Imartini. L’aggiudicazione è arrivata al termine di una complessa procedura europea che ha coinvolto 45 candidature e 116 imprese provenienti da dieci regioni italiane. La valutazione ha riguardato aspetti strutturali, architettonici, impiantistici e conservativi, oltre all’organizzazione del cantiere e alla capacità di garantire la continuità delle attività museali.
Un tassello della ricostruzione post-sisma
Il nuovo intervento rappresenta una tappa fondamentale del percorso di recupero avviato dopo il terremoto del 2012. Già nel 2014 la Provincia aveva completato le opere di messa in sicurezza delle quattro torri, delle lanterne, della scala elicoidale e del rivellino sud, con un investimento di circa 1,1 milioni di euro. Con il nuovo cantiere si punta ora a completare il processo di riqualificazione del principale simbolo cittadino, coniugando conservazione del patrimonio storico, sicurezza strutturale e valorizzazione culturale. Un intervento destinato a incidere non solo sull’immagine del Castello Estense, ma anche sull’attrattività turistica e culturale dell’intero territorio ferrarese.
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