Il 2026 conferma la crescita, ma il settore guarda oltre il ciclo delle opere pubbliche

Il mercato del calcestruzzo preconfezionato continua a mostrare segnali positivi, sostenuto dall’andamento favorevole delle costruzioni e dagli investimenti infrastrutturali. Tuttavia, accanto ai dati di crescita emergono nuove sfide che riguardano sia l’evoluzione della domanda sia il ruolo della sostenibilità come fattore competitivo.

È quanto emerge dal terzo numero del 2026 di Concrete Trend, l’aggiornamento trimestrale elaborato da Atecap, l’Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato, che analizza le principali dinamiche economiche e produttive del comparto. 

Produzione di calcestruzzo oltre quota 37,6 milioni di metri cubi

Secondo il report, la produzione nazionale di calcestruzzo preconfezionato nel 2026 è stimata in oltre 37,6 milioni di metri cubi, confermando la tenuta del settore in una fase caratterizzata da elevata attività cantieristica. 

Nel secondo trimestre dell’anno sono stati prodotti 10,26 milioni di metri cubi, in aumento rispetto ai 9,87 milioni di metri cubi registrati nello stesso periodo del 2025. Un dato che testimonia una domanda ancora robusta lungo l’intera filiera delle costruzioni. 

Costruzioni in crescita grazie alle opere infrastrutturali

L’analisi evidenzia come il settore delle costruzioni continui a espandersi nel 2026. Le più recenti stime Cresme indicano una crescita complessiva degli investimenti del 2%, trainata soprattutto dalle nuove costruzioni (+5,3%). All’interno di questo segmento spicca l’andamento del genio civile, che registra un incremento dell’11,7%, confermando il peso determinante delle opere infrastrutturali nel sostenere la domanda di materiali da costruzione. 

Più complessa appare invece la situazione del comparto residenziale. Le nuove abitazioni segnano una flessione del 2%, mentre gli investimenti nel rinnovo e nella riqualificazione del patrimonio edilizio esistente registrano una contrazione del 3,5%. 

Il quadro suggerisce quindi un mercato ancora dinamico, ma sempre più dipendente dalla componente pubblica e infrastrutturale, destinata nei prossimi anni a confrontarsi con il graduale esaurimento della spinta generata dai grandi programmi di investimento attualmente in corso. 

Sostenibilità: i produttori accelerano sull’economia circolare

Uno degli aspetti più significativi dell’ultimo numero di Concrete Trend riguarda il tema della sostenibilità. Tra le imprese associate ad Atecap cresce infatti la diffusione delle tecnologie dedicate al recupero e al riciclo del calcestruzzo di ritorno. La quota di aziende che adottano queste soluzioni è salita dal 76% all’88%, segnalando una crescente attenzione verso i principi dell’economia circolare. 

Parallelamente, il 77% delle imprese dichiara di utilizzare standard e certificazioni di sostenibilità, mentre la stessa percentuale investe in ricerca e sviluppo con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO₂ attraverso l’impiego di cementi a basso impatto ambientale. Per i produttori, dunque, la sostenibilità non rappresenta più soltanto una risposta agli obblighi normativi, ma sta diventando una vera leva industriale capace di incidere sulla competitività aziendale.

Le imprese di costruzione restano più prudenti

Diversa la situazione sul lato della domanda. Secondo l’indagine riportata da Concrete Trend, il 64% delle imprese di costruzione utilizza calcestruzzo contenente materiale riciclato solo quando previsto esplicitamente dal progetto o dal capitolato, mentre appena il 13% ne fa uso anche in assenza di specifiche prescrizioni. 

Anche la disponibilità a riconoscere un valore economico aggiuntivo alla sostenibilità resta limitata: soltanto il 34% delle imprese si dichiara disposto ad accettare un incremento di prezzo a fronte di un prodotto più sostenibile ma con prestazioni equivalenti a quelle richieste. 

Una transizione ancora da completare

Il report di Atecap mette quindi in evidenza una distanza significativa tra l’offerta e la domanda. Da una parte i produttori stanno investendo in innovazione, decarbonizzazione e recupero dei materiali; dall’altra il mercato delle costruzioni continua a considerare la sostenibilità principalmente come un requisito progettuale e non ancora come un valore autonomamente riconosciuto. 

Per il comparto del calcestruzzo preconfezionato la sfida dei prossimi anni sarà dunque quella di trasformare le prestazioni ambientali in un elemento misurabile, certificabile e riconosciuto dal mercato, accompagnando la transizione ecologica del settore delle costruzioni in una fase che vedrà ridursi progressivamente il contributo straordinario delle opere pubbliche. 2026_concrete_trend_03

Cos’è Atecap

Atecap è l’Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato. Da oltre trent’anni rappresenta e tutela i produttori italiani del comparto, fornendo assistenza tecnica, economica e normativa alle imprese associate. L’associazione aderisce a Federbeton, la federazione di Confindustria che riunisce la filiera del cemento e del calcestruzzo, ed è membro di ERMCO, l’associazione europea dei produttori di calcestruzzo preconfezionato.


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