Bolzano, difesa e territorio insieme per la rigenerazione del patrimonio immobiliare
Prosegue in Alto Adige il percorso di valorizzazione del patrimonio immobiliare della Difesa avviato quasi vent’anni fa. Nella sede della Provincia Autonoma di Bolzano è stato sottoscritto il 7° Atto di Permuta relativo alla Caserma Rossi di Merano, mentre a Brunico sono state inaugurate nuove strutture all’interno della Caserma Lugramani, realizzate secondo criteri aggiornati di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica. L’iniziativa rientra nel piano di razionalizzazione e riqualificazione delle infrastrutture del Ministero della Difesa sviluppato in collaborazione con Provincia Autonoma di Bolzano, Agenzia del Demanio e GENIODIFE.
Un modello di collaborazione avviato nel 2007
Il programma nasce dal Protocollo d’Intesa sottoscritto nel 2007 tra il Ministero della Difesa e la Provincia autonoma. Il modello prevede che la Provincia realizzi opere e infrastrutture per le esigenze della Difesa ottenendo, in cambio, il trasferimento di immobili e aree militari non più strategici per le attività del Dicastero. Nel corso dell’ultima cerimonia, il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, e la direttrice dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, hanno formalizzato il trasferimento della seconda porzione della Caserma Rossi di Merano, alla presenza del segretario generale della Difesa Fabio Mattei e del capo di Stato Maggiore dell’Esercito Carmine Masiello.
Nuove strutture sostenibili a Brunico
La giornata è proseguita presso la Caserma Lugramani di Brunico, dove sono state inaugurate nuove palazzine realizzate nell’ambito degli accordi tra Difesa e Provincia. Gli edifici sono stati progettati nel rispetto delle normative più recenti in materia di sostenibilità, contenimento dell’inquinamento e risparmio energetico e del suolo. Una delle strutture è stata intitolata al Generale di Corpo d’Armata Ivan Resce, figura considerata determinante nell’avvio del protocollo che ha consentito negli anni la trasformazione e il riuso di importanti complessi militari presenti sul territorio altoatesino.
Infrastrutture pubbliche come leva di rigenerazione
L’esperienza altoatesina rappresenta uno dei più longevi programmi italiani di valorizzazione del patrimonio pubblico. La progressiva dismissione degli immobili non più funzionali alle esigenze operative della Difesa ha consentito di liberare spazi per nuovi utilizzi civili, mentre le risorse generate dalle permute hanno sostenuto la modernizzazione delle infrastrutture militari esistenti. Per il settore delle costruzioni si tratta di un modello interessante di collaborazione istituzionale, in cui rigenerazione urbana, efficientamento energetico e riuso del patrimonio esistente procedono parallelamente all’ammodernamento delle funzioni pubbliche.
Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito
«Il percorso di valorizzazione realizzato in Alto Adige rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni. La modernizzazione delle infrastrutture militari e il recupero del patrimonio immobiliare costituiscono un investimento strategico sia per l’efficienza dello strumento militare sia per il territorio».

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