La crisi abitativa e l’aumento dei costi di costruzione restano due delle principali criticità per il settore delle costruzioni. Sul primo fronte, l’Ance propone una strategia strutturale per aumentare l’offerta di alloggi accessibili; sul secondo, ottiene dal Parlamento un impegno formale affinché il Governo tenga conto degli effetti del caro materiali nella prossima manovra di bilancio. Sono questi i due temi che dominano il confronto politico ed economico avviato nelle ultime settimane e che toccano direttamente imprese di costruzione, investitori, amministrazioni locali e famiglie.

Emergenza casa: servono più alloggi e procedure più rapide

Nel corso di un’audizione presso la Commissione Politiche Ue del Senato, il presidente di Ance, Antonio Ciucci, ha evidenziato il crescente squilibrio tra domanda e offerta abitativa, definendo insufficiente una risposta basata esclusivamente su misure di breve periodo. Secondo i dati richiamati dall’associazione dei costruttori, i permessi di costruire rilasciati annualmente in Italia, comprendendo nuove costruzioni e interventi di ristrutturazione, si sono ridotti di circa l’80% rispetto al 2005, passando da circa 260mila a poco più di 50mila autorizzazioni l’anno. Per affrontare questa situazione, Ance propone l’istituzione di una Zes Casa, un modello ispirato alle Zone Economiche Speciali che consentirebbe di accelerare la produzione di nuovi alloggi nelle aree caratterizzate da maggiore pressione abitativa.

La proposta della Zes Casa

L’idea avanzata dai costruttori si basa su una serie di strumenti amministrativi e urbanistici finalizzati a ridurre i tempi di realizzazione degli interventi residenziali. Tra le misure ipotizzate figurano:

  • sportelli unici dedicati all’edilizia residenziale;
  • iter autorizzativi più rapidi e con tempi certi;
  • semplificazioni per le varianti urbanistiche;
  • rimodulazione degli oneri per gli interventi che producono alloggi accessibili;
  • accesso prioritario ai fondi pubblici destinati alle politiche della casa.

L’obiettivo è favorire nuovi investimenti immobiliari, incrementare rapidamente l’offerta abitativa e contribuire a contenere l’aumento dei canoni nelle città maggiormente interessate dalla pressione della domanda.

Cedolare secca al 5% per gli affitti a lungo termine

Accanto alle semplificazioni amministrative, Ance propone una misura fiscale particolarmente incisiva: l’introduzione di una cedolare secca al 5% per i contratti di locazione a lungo termine con canoni calmierati. Secondo l’associazione, l’incentivo potrebbe contribuire a riportare sul mercato dell’affitto tradizionale una quota significativa di immobili oggi destinati ad altre forme di utilizzo, aumentando la disponibilità di abitazioni per residenti e lavoratori. La proposta è accompagnata dalla richiesta di un sistema di garanzie contro il rischio di morosità degli inquilini, tema che i proprietari indicano tra i principali ostacoli alla messa in locazione degli immobili.

Affitti brevi: i Comuni chiedono tutele

Nel dibattito è intervenuta anche l’Anci, che ha espresso una valutazione positiva dell’iniziativa europea volta a fornire maggiori strumenti alle amministrazioni locali per intervenire nei mercati abitativi sotto pressione. Tuttavia, i Comuni chiedono che vengano introdotte specifiche salvaguardie per le città che hanno già adottato regolamentazioni sugli affitti brevi. In particolare, realtà come Firenze, Bologna e Napoli potrebbero essere penalizzate dall’introduzione di nuovi criteri europei se questi non tenessero conto delle normative già esistenti.

Caro materiali: accolto l’appello dell’Ance

Sul fronte delle opere pubbliche e degli investimenti infrastrutturali, arriva invece un primo risultato concreto per il settore delle costruzioni. Nelle Risoluzioni di maggioranza approvate da Camera e Senato sul Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2026 (DPFP), è stato infatti inserito un impegno rivolto al Governo affinché, nella prossima legge di bilancio, vengano considerate le conseguenze dell’aumento dei prezzi dei materiali sui quadri economici delle opere. Il testo richiama la necessità di sostenere famiglie e imprese, garantire la sicurezza energetica del Paese e finanziare gli investimenti, con particolare attenzione agli interventi infrastrutturali e agli impatti che l’incremento dei costi delle materie prime sta generando nei cantieri.

Una partita decisiva per il settore

Le richieste avanzate da Ance delineano una strategia doppia: da un lato aumentare rapidamente l’offerta di alloggi accessibili attraverso semplificazioni e incentivi fiscali; dall’altro evitare che l’instabilità dei prezzi dei materiali comprometta la sostenibilità economica degli investimenti pubblici e privati. Per il comparto delle costruzioni, il confronto che si aprirà con la prossima legge di bilancio sarà quindi determinante per capire se le proposte del settore riusciranno a tradursi in misure operative capaci di incidere sul mercato abitativo e sulla competitività della filiera edilizia italiana.


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