AI Act: occorre accelerare sulla formazione

AI Act, nuove regole e sanzioni per le aziende

Dal 2 agosto sono diventati applicabili nuovi obblighi previsti dall’Articolo 50 dell’AI Act, il regolamento europeo che disciplina l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Le disposizioni riguardano, tra gli altri, sistemi di IA che interagiscono con gli utenti, chatbot, strumenti di generazione automatica di contenuti, testi e deepfake. L’adeguamento non è soltanto un tema normativo. Secondo quanto evidenziato o da Gabriele Franco, avvocato di PANETTA Consulting Group ed esperto di IA, le imprese devono affrontare contemporaneamente obblighi di compliance, esigenze di formazione e aggiornamento delle competenze. Le sanzioni previste dall’AI Act possono raggiungere importi particolarmente elevati: fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale per l’utilizzo di sistemi vietati e fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato per violazioni degli obblighi di trasparenza.

Un problema che riguarda anche il settore delle costruzioni

La questione interessa da vicino il comparto dell’edilizia e delle costruzioni. Negli ultimi anni, infatti, strumenti di intelligenza artificiale sono entrati progressivamente nei processi di progettazione, nella gestione documentale, nell’analisi dei dati di cantiere, nel facility management e nella pianificazione delle attività operative. Per imprese, società di ingegneria e studi professionali diventa quindi essenziale comprendere quando un sistema basato su IA rientri negli obblighi di trasparenza previsti dalla normativa europea e come organizzare adeguati percorsi di formazione per dipendenti e collaboratori. L’AI potrebbe contribuire a migliorare produttività, efficienza energetica degli edifici, manutenzione predittiva e gestione della sicurezza nei cantieri. Tuttavia, come evidenzia il nuovo quadro regolatorio europeo, l’innovazione dovrà essere accompagnata da procedure di governance e controllo sempre più strutturate.

Il nodo delle competenze

I risultati di uno studio internazionale di The Adecco Group, afferma che esiste un significativo divario tra le ambizioni delle aziende sull’intelligenza artificiale e la preparazione effettiva dei manager chiamati a guidarne l’adozione. Solo il 31% dei dirigenti ritiene che la leadership disponga delle competenze necessarie per comprendere rischi e opportunità legati all’IA. In Italia, inoltre, i dati citati da Assolombarda su rilevazioni ISTAT mostrano una crescita dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle imprese, ma anche una diffusa carenza di competenze, indicata come ostacolo principale dal 58,6% delle aziende coinvolte. 

Nasce Zero to AI

Per supportare imprese e manager nel percorso di adeguamento, la community IA Spiegata Semplice, fondata da Pasquale Viscanti e Giacinto Fiore, ha lanciato il programma formativo Zero to AI, pensato per accompagnare le aziende dall’alfabetizzazione digitale all’implementazione operativa dei sistemi di intelligenza artificiale. L’iniziativa si affianca alla piattaforma AI Play, dedicata alla formazione continua sui temi tecnologici e normativi collegati all’IA. Come sottolinea Gabriele Franco, «l’AI Act non è solo una normativa, ma un vero cambio di paradigma nel modo in cui le imprese sviluppano, utilizzano e governano l’IA».

Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti_fondatori Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice
Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti_fondatori Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice

Articoli correlati